2015
6 Recensioni su

Carol

/ 20157.0249 voti
Carol

. / 18 Settembre 2016 in Carol

Mah… Quindi? Storia abbastanza inutile che non aggiunge nulla…

Una grossa delusione / 14 Agosto 2016 in Carol

Una grossa delusione, per quanto lodevole nell’intenzione. Trama esilissima dilatata oltre misura; una storia d’amore che non è banale solo per il sesso delle protagoniste, e che non regala vere emozioni; una Cate Blanchett che interpreta assurdamente il proprio personaggio come una femme fatale, totalmente incongrua nel contesto, confermando una pericolosa tendenza a recitare sopra le righe (vedi Truth).
Si salvano solo Rooney Mara, in parte e discretamente brava, e la bella confezione delle scene. Incomprensibile il successo di critica.

Leggi tutto

Molto bello / 11 Aprile 2016 in Carol

Sono rimasta colpita da quest film, e immaginavo che si meritasse un voto alto. Sono felice per come è finito.

Servi della gleba a guanto alto / 21 Febbraio 2016 in Carol

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Non dargliela! Quella ti vuol solo scopare! Therese è una giovanotta che ricorda per nulla velatamente Audrey, lavora in un grande magazzino, reparto giocattoli, dove tutti i commessi devono mettere il berretto da Babbo Natale. Incontra Carol, signora impellicciatinsopportabile, che cerca un regalo per la figlia. Si conoscono. Sempre di più. Sempre di più. Carol è più vecchia (brava eh, per carità, cosa Blanchett. Figa 30 anni fa ma brava), se la porta a casa, sta divorziando. Therese è insicura, e poi sai, ha questo problema che tutte le persone con cui parla glielo vogliono appoggiare. Carol a suo modo compresa, in effetti. Vita difficile. Stanche-stufe, degli orizzonti sociali patinati e artificiali in cui si ritrovano confinate (ah, on est dans les années ‘50), la prigione alto-borghese e il berretto di Babbo Natale + sorriso, partono per un viaggio. Dove andiamo? Boh, vai di là. Di motel in motel, sole, ravvicinate, scopano e bam, un tizio le spiava per usare il lesbismo come prova in tribunale per toglierle la figlia. Eh io te l’avevo detto eh, di non darla a sta vecchia. Porta solo guai. Tutto è elegante e raffinato e vintage qui, non cosa ma le immagini stesse che rappresentano; fatto sta che Carol mi è subito stata profondamente sul ca**o, annoiata viziata fancazzista, poi a un certo punto si offende col mondo perché si accorge di vivere in una società che proprio sucks. Fino a che se la girava in macchine belle con vestiti belli non mi pare si facesse questi problemi. Buttata giù dal suo altare, finalmente si ripiglia, e non voleva nemmeno solo scoparla, tttenera <3; meanwhile, Therese decolla da sprovvedura ragazza di provincia in cerca di fortuna nella grande città e atterra come la solita hipster, di cui è pieno il mondo e son pure gnocche ma non significa che siano distinguibili, che gira col basco storto da artista e lei fa la fotografa perché c’ha stile, armata delle solite tette a punta anni ‘50. Insomma, empatia zero, impeccabile confezione, mi pare di capire che nel 52 a New York di simpatico non ci fosse nessuno. Perché poi la cosa bella è che tutti gli altri personaggi intorno sono o stupidi o bigotti. No, t’ho detto, un postaccio.

Leggi tutto

. / 11 Gennaio 2016 in Carol

C’è una scena, non dirò quando, che nella sua semplicità e perizia tecnica, svetta tra le moltissime perle che Carol regala. In quel frangente Todd Haynes, tanto bravo e puntiglioso quanto raffinato, passa alla camera a spalla, e la scelta è tra le più efficaci dell’intero film. Cambia il mood, cambia lo scenario, gli sguardi delle attrici sono sottolineati meglio e la musica contorna il momento in maniera eccellente. Ecco, questo è solo un assaggio di quello che offre Carol: perizia, grazia, eleganza sopraffina, lusso e un calore intimo e discreto, mascherato dagli algidi paesaggi invernali e dal way of style degli anni 50, ma ben presente negli sguardi di una Rooney Mara bravissima, uno scricciolo tenero prima e una donna forte dopo e di una Blanchett sopraffina, mai così bella e regale. Da vedere assolutamente al cinema per non sminuire il comparto tecnico celestiale: costumi iperchic, fotografia calda, regia, come già detto, di alta classe. La OST è un’altra gemma, e come ogni altro elemento, sprizza eleganza, risaltando con la giusta carica emotiva i momenti importanti del film. La sceneggiatura prende un argomento oggi più comune, ma sempre delicato, lo inserisce in un contesto storico-culturale disagevole assestandosi su una posizione, per come l’ho interpretata io, piuttosto coraggiosa, disfacendo l’accoppiata consolidata donna-madre e regalando apparentemente la felicità a chi la cercava. Ed in questo è un melodramma atipico, che sorprende piacevolmente, lasciando con una sensazione piacevole addosso. Un gran film.

Leggi tutto

. / 6 Gennaio 2016 in Carol

Un capolavoro di sguardi, gesti e silenzi. Il finale poi è la sintesi ultima e perfetta di tutto il film. Da brividi. Consigliatissimo

inserisci nuova citazione

Non ci sono citazioni.

Non ci sono voti.