2015

Carol

/ 20157.0248 voti
Carol
Carol

New York, 1950. Una giovane commessa dei grandi magazzini sogna una vita migliore e si innamora di una donna più matura, già sposata.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Carol
Attori principali: Rooney MaraCate BlanchettKyle ChandlerSarah PaulsonJake LacyJohn Magaro, Cory Michael Smith, Carrie Brownstein, Kevin Crowley, Nik Pajic, Trent Rowland, Sadie Heim, Kk Heim, Amy Warner, Michael Haney, Wendy Lardin, Pamela Evans Haynes, Greg Violand, Michael Ward, Kay Geiger, Christine Dye, Deb G. Girdler, Douglas Scott Sorenson, Ken Strunk, Mike Dennis, Ann Reskin, Annie Kalahurka, Linnea Bond, Steven Andrews, Tanya Smith, Ryan Wesley Gilreath, Chuck Gillespie, Jeremy Parker, Giedre Bond, Liberty Fraysure, Robert J. Ashe, Anita Farmer Bergman, Colin Botts, Chelsea Carnder, Gary Chinn, William Cross, Richard Doone, Taylor Frey, Michael Joseph Thomas Ward
Regia: Todd Haynes
Sceneggiatura/Autore: Phyllis Nagy
Colonna sonora: Carter Burwell
Fotografia: Edward Lachman
Costumi: Sandy Powell, David Davenport
Produttore: Dorothy Berwin, Elizabeth Karlsen, Christine Vachon, Stephen Woolley, Thorsten Schumacher, Bob Weinstein, Harvey Weinstein, Danny Perkins, Cate Blanchett, Andrew Upton, Tessa Ross
Produzione: Gran Bretagna, Usa
Genere: Drammatico, Romantico
Durata: 118 minuti

. / 18 Settembre 2016 in Carol

Mah… Quindi? Storia abbastanza inutile che non aggiunge nulla…

Una grossa delusione / 14 Agosto 2016 in Carol

Una grossa delusione, per quanto lodevole nell’intenzione. Trama esilissima dilatata oltre misura; una storia d’amore che non è banale solo per il sesso delle protagoniste, e che non regala vere emozioni; una Cate Blanchett che interpreta assurdamente il proprio personaggio come una femme fatale, totalmente incongrua nel contesto, confermando una pericolosa tendenza a recitare sopra le righe (vedi Truth).
Si salvano solo Rooney Mara, in parte e discretamente brava, e la bella confezione delle scene. Incomprensibile il successo di critica.

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Molto bello / 11 Aprile 2016 in Carol

Sono rimasta colpita da quest film, e immaginavo che si meritasse un voto alto. Sono felice per come è finito.

Servi della gleba a guanto alto / 21 Febbraio 2016 in Carol

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Non dargliela! Quella ti vuol solo scopare! Therese è una giovanotta che ricorda per nulla velatamente Audrey, lavora in un grande magazzino, reparto giocattoli, dove tutti i commessi devono mettere il berretto da Babbo Natale. Incontra Carol, signora impellicciatinsopportabile, che cerca un regalo per la figlia. Si conoscono. Sempre di più. Sempre di più. Carol è più vecchia (brava eh, per carità, cosa Blanchett. Figa 30 anni fa ma brava), se la porta a casa, sta divorziando. Therese è insicura, e poi sai, ha questo problema che tutte le persone con cui parla glielo vogliono appoggiare. Carol a suo modo compresa, in effetti. Vita difficile. Stanche-stufe, degli orizzonti sociali patinati e artificiali in cui si ritrovano confinate (ah, on est dans les années ‘50), la prigione alto-borghese e il berretto di Babbo Natale + sorriso, partono per un viaggio. Dove andiamo? Boh, vai di là. Di motel in motel, sole, ravvicinate, scopano e bam, un tizio le spiava per usare il lesbismo come prova in tribunale per toglierle la figlia. Eh io te l’avevo detto eh, di non darla a sta vecchia. Porta solo guai. Tutto è elegante e raffinato e vintage qui, non cosa ma le immagini stesse che rappresentano; fatto sta che Carol mi è subito stata profondamente sul ca**o, annoiata viziata fancazzista, poi a un certo punto si offende col mondo perché si accorge di vivere in una società che proprio sucks. Fino a che se la girava in macchine belle con vestiti belli non mi pare si facesse questi problemi. Buttata giù dal suo altare, finalmente si ripiglia, e non voleva nemmeno solo scoparla, tttenera <3; meanwhile, Therese decolla da sprovvedura ragazza di provincia in cerca di fortuna nella grande città e atterra come la solita hipster, di cui è pieno il mondo e son pure gnocche ma non significa che siano distinguibili, che gira col basco storto da artista e lei fa la fotografa perché c’ha stile, armata delle solite tette a punta anni ‘50. Insomma, empatia zero, impeccabile confezione, mi pare di capire che nel 52 a New York di simpatico non ci fosse nessuno. Perché poi la cosa bella è che tutti gli altri personaggi intorno sono o stupidi o bigotti. No, t’ho detto, un postaccio.

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. / 11 Gennaio 2016 in Carol

C’è una scena, non dirò quando, che nella sua semplicità e perizia tecnica, svetta tra le moltissime perle che Carol regala. In quel frangente Todd Haynes, tanto bravo e puntiglioso quanto raffinato, passa alla camera a spalla, e la scelta è tra le più efficaci dell’intero film. Cambia il mood, cambia lo scenario, gli sguardi delle attrici sono sottolineati meglio e la musica contorna il momento in maniera eccellente. Ecco, questo è solo un assaggio di quello che offre Carol: perizia, grazia, eleganza sopraffina, lusso e un calore intimo e discreto, mascherato dagli algidi paesaggi invernali e dal way of style degli anni 50, ma ben presente negli sguardi di una Rooney Mara bravissima, uno scricciolo tenero prima e una donna forte dopo e di una Blanchett sopraffina, mai così bella e regale. Da vedere assolutamente al cinema per non sminuire il comparto tecnico celestiale: costumi iperchic, fotografia calda, regia, come già detto, di alta classe. La OST è un’altra gemma, e come ogni altro elemento, sprizza eleganza, risaltando con la giusta carica emotiva i momenti importanti del film. La sceneggiatura prende un argomento oggi più comune, ma sempre delicato, lo inserisce in un contesto storico-culturale disagevole assestandosi su una posizione, per come l’ho interpretata io, piuttosto coraggiosa, disfacendo l’accoppiata consolidata donna-madre e regalando apparentemente la felicità a chi la cercava. Ed in questo è un melodramma atipico, che sorprende piacevolmente, lasciando con una sensazione piacevole addosso. Un gran film.

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