Recensione su Benny's Video

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Educazione siberiana / 9 aprile 2013 in Benny's Video

“Non me lo aspettavo! Non avrei mai immaginato che un corpo umano possa contenere tutto questo sangue. È dappertutto, sta imbrattando l’intero pavimento. Non deve arrivare a sporcare la poltrona! Mia madre andrà su tutte le furie! Devo pulire. Subito! Una vera scocciatura. Si è insudiciata anche la t-shirt nuova. Diavolo!
Questa giornata sta prendendo una piega inaspettata. Era cominciata come sempre, solita routine, solite cose, solita noia, solita visita alla videoteca. Poi la incontrai, non aveva nulla da fare. Proprio come me. La uccisi perché avevo una pistola. Quanto piacere dà stringerla in mano. Corro a lavarmi i denti. È tardi!”

Secondo film della cosiddetta trilogia della glaciazione. Dopo l’agghiacciante Il settimo continente, Benny’s video è l’ennesima stilettata inferta sulle carni molli della cultura borghese. Benny è il classico ragazzino di “buona famiglia”: arrogante, supponente, non particolarmente intelligente, antipatico e vuoto. Soprattutto vuoto.
Un omicidio senza senso, senza motivo alcuno, demenziale; come demenziale, glaciale è la reazione di Benny. Che non capisce la gravità del suo gesto, proprio non ne è in grado. Può essere che le colpe siano da attribuire all’educazione che ha ricevuto da una famiglia assente, incapace di “reazioni umane”.
Haneke filma tutto con uno stile algido, distaccato, che che accentua l’orrore.
Bravissimo Ulrich Mühe.
qui la “colonna sonora”.

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