Ammore e Malavita

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Ammore e Malavita

Napoli. L'infermiera Fatima è stata testimone di qualcosa che non avrebbe dovuto vedere. Il killer Ciro deve impedirle di parlare. Ma tra i due, che si conoscono fin da quando erano ragazzini e che si ritrovano dopo tanti anni, si riaccende la scintilla dell'amore.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Ammore e malavita
Attori principali: Claudia GeriniGiampaolo MorelliSerena RossiCarlo BuccirossoRaizFranco Ricciardi, Antonio Buonomo, Giovanni Esposito, Antonella Morea, Marco Mario De Notaris, Rosalia Porcaro, Patrizio Rispo, Lucianna De Falco, Graziella Marina, Antonino Juorio, Claudia Federica Petrella, Antonio Fiorillo
Regia: Antonio ManettiMarco Manetti
Sceneggiatura/Autore: Antonio Manetti, Marco Manetti, Michelangelo La Neve
Produzione: Italia
Genere: Commedia, Poliziesco, Musical
Durata: 133 minuti

Un paio di passi indietro / 15 Ottobre 2018 in Ammore e Malavita

Apprezzo i Manetti Bros. e le loro incursioni nei generi, ma mi pare che Ammore e malavita stia un paio di passi indietro rispetto al loro film precedente, Song ‘e Napule (2013).

Il minutaggio dei due lungometraggi è pressoché uguale, ma Ammore e malavita mi è sembrato interminabile: demerito della formula musical (con tanto di balletti dal sapore estemporaneo) e delle pur orecchiabili canzoni di Pivio e Aldo De Scalzi (+ Nelson ai testi)?
Le idee di questo ultimo lavoro dei Manetti mi sono parse stantie e gli spunti più felici (vedi, il turismo “criminale”) si esauriscono subito dopo essere stati proposti. In generale, mi è sembrato tutto abbastanza incerto: la vena ironica c’è, ma non è abbastanza “nera” o surreale come potrebbe essere; c’è anche il taglio drammatico, incarnato da un serissimo Raiz, ma si mescola male al mood generale.
Ahimé, terribili gli effetti visivi, dalle esplosioni ai gabbiani, passando per gli aerei.
Non mi è piaciuta neppure l’interpretazione di Giampaolo Morelli: interpretare la “macchina da guerra” seria e taciturna non mi pare sia esattamente nelle sue corde.

Purparlé… Il musical non è un genere particolarmente battuto dal cinema italiano, perciò trovo curioso il fatto che, a distanza di poche settimane, nel 2017, siano stati distribuiti due film nostrani che appartengono a questo filone, entrambi ambientati a Napoli: quello dei Manetti, appunto, e Riccardo va all’inferno di Roberta Torre.

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Nun è Napule / 12 Ottobre 2018 in Ammore e Malavita

La folgorante prima parte non riesce poi a mantenere tutte le mirabolanti premesse, ma rimane un bel film meritatamente premiato ai David. Regge soprattutto sulle due prove femminili, le bravissime Claudia Gerini e Serena Rossi; commedia annerita qua e là da sprazzi di exploitation, perfettamente inglobata in un ibrido tra musical americano e sceneggiata napoletana, l’opera dei Manetti Bros. ha dalla sua pure un taglio molto fresco e originale nel montaggio e una stupenda fotografia che nei campi totali pare bruciata dal sole. Forse eccede un po’ nella macchietta con Buccirosso ed è un peccato, per me una scelta di casting sbagliata.

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Napoli musical… / 6 Agosto 2018 in Ammore e Malavita

Ma che divertente!!!
Non avevo idea di che film fosse. Parte subito con una canzone e da li capisco il taglio.
Una bravissima Gerini (che non amo particolarmente…) ma è proprio la storia e le stesse canzoni che tengono benissimo il film.
La sigla finale poi è un inno a Napoli… Che sposo in pieno.
Da vedere!!!
Ad maiora!

Sceneggiata napoletana / 14 Maggio 2018 in Ammore e Malavita

Probabilmente l’idea di base dei Manetti era semplice, prendiamo la sceneggiata napoletana (in auge nei teatri partenopei nella prima metà del Novecento) e ambientiamola ai giorni d’oggi aggiungendo un po’ di pulp e tanta ironia. Il problema poteva essere la riuscita di una operazione alquanto azzardata, ma non è stato così. Anche se non amo molto i film musicali, Ammore e malavita è un film gradevole e per molti versi divertente.
I canoni della sceneggiata ci sono tutti (lui, lei, il cattivo) e i progonisti, Giampaolo Morelli (lui), Serena Rossi (lei), Carlo Buccirosso e Claudia Gerini (i cattivi), sono bravi, riescono ad impersonare questi stereotipi senza strafare e senza esagerare. La musica (la canzone), anch’essa indispensabile nella sceneggiata, spazia tra il pop, il rap e naturalmente il neomelodico, ed è utilizzata per raccontare pensieri e stati d’animo dei personaggi.
In definitiva, l’operazione è ben riuscita, e le due ore passano senza mai annoiarsi. Naturalmente se non amate i musical e il napoletano vi è ostico, lasciate perdere 🙂

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Ammore e Malavita / 8 Aprile 2018 in Ammore e Malavita

Trash, e purtroppo neanche sempre divertente. Un’operazione vista come originale, come decostruzione di cliché, che sarebbe anche l’ora però magari non diventando la parodia di se o abbandonando i pochi spunti felici (il turismo del crimine, Gerini e Buccirosso in gran spolvero) in mezzo a canzoni quasi cacofoniche, action artigianale ma ridicolissimo nel suo slow-motion e un duello finale anticlimatico, proprio nella parte in cui si doveva ingranare di più. Per il resto twist finale carino (questo sì un’intelligente citazione), una Napoli malavitosa declinata ottimamente in nota pop e pulp…e ora però basta musical grazie. P.S. Napoli praticamente capitale del cinema italiano (3/5 dei candidati David e una serie TV di prima fascia, scusate se è poco). David 2018 al miglior film italiano dell’anno

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