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Recensione su Adam Resurrected

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Un film potente e indimenticabile / 19 febbraio 2011 in Adam Resurrected

Scommetto che pochi hanno visto o conoscono questo film di Paul Schrader (autore di numerose sceneggiature tra cui “Taxi driver” e regista di uno dei film che ha lanciato Richard Gere, “American Gigolò”), magistralmente interpretato da Jeff Goldblum (la “Mosca”) e Wille Dafoe.
Purtroppo la logica commerciale che regola le uscite cinematografiche relega film come questo in spazi quasi irrisori. Devo dire che, pur aspettandolo da tempo, ho potuto apprezzarlo solo una volta uscito a noleggio. Sono rimasto affascinato dal modo in cui il regista ci presenta questo personaggio, vittima del sadismo di un comandante tedesco (un fantastico Willem Dafoe, reduce anche dall’ultimo film di Herzog “My Son My SOn what have ye done”), disposto a rinunciare alla sua identità di uomo, pur di garantire una possibilità di salvezza alla sua famiglia. Un jeff Goldblum da apoteosi, che nel momento in cui interpreta il cane del tedesco riesce a sottolineare un’altra volta, se mai ve ne fosse il bosogno, l’atrocità di un regime che ha spazzato via prima di tutto la concezione di essere umano.
Lo ritroviamo anni dopo la fine della guerra in una clinica in Israele. E’ un personaggio estremamente tormentato, incapace di perdonare se stesso per la fine della moglie e della figlia. Adam Stein, il personaggio di Jeff Goldblum, somatizza continuamente il suo tormento e la sua afflizione, è internamente devastato ma incapace di morire. Riuscirà a dare un significato al turbinio di sentimenti che lo divorano, mettendosi in gioco e incontrando un ragazzino animalesco, regredito alla condizione canina, l’unico in grado di capirlo.
Ritengo che questo film si diversifichi dalla maggior parte dei film sul tema dell’Olocausto, perchè sposta il focus sulle conseguenze psicologiche di una guerra, che oltre alla tragicità degli eventi storici ha avuto un impatto travolgente su quelli psicologici dei sopravvissuti.
In “Adam resurrected”, fin dal titolo si accenna al concetto di resurrezione, che è esattamente il processo catartico che subisce il protagonista, così magistralmente supportato da Goldblum e dalla mano del regista.
E’ sicurmante un film di quelli che si spera di vedere pubblicizzati e non dimenticati.

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