10 Recensioni su

A Serious Man

/ 20096.8328 voti

Sprofondare nel Caos / 21 Settembre 2015 in A Serious Man

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Larry Gopnik è un insegnante di matematica ebreo, la cui vita è destinata a sprofondare lentamente nel Caos più assoluto. La moglie lo tradisce con il sempre retto e gentile Sy Abelman (che si rivelerà una canaglia), il resto della famiglia lo tratta con sufficienza, è vittima di un ricatto da parte di un suo studente e i problemi economici lo attanagliano sempre di più.
Da bravo matematico Larry è un uomo “serio”, concreto, che necessita di una soluzione certa per ogni suo problema, peccato che il mondo che ha attorno pare essere dominato dal Caos e le persone che lo circondano sembrano perfettamente a loro agio con tutto questo. Ecco quindi che nemmeno i colloqui con alcuni rabbini della zona saranno in grado di placare le sue perplessità, finendo per generare ulteriori problemi e nevrosi (che non lo lasceranno in pace nemmeno durante il sonno).
I Coen mettono in piedi la storia di un uomo normale, un uomo buono, forse un uomo medio, che però non è più in grado di vivere serenamente, perché il contesto che lo circonda è assolutamente surreale ed è costretto quotidianamente a mandar giù rospi senza essere in grado di ribellarsi.
Il finale è la ciliegina sulla torta. Nel momento in cui alcuni suoi problemi sembrano risolversi (la moglie sembra tornare a provare affetto nei suoi confronti e la nomina ad insegnante di ruolo sembra confermata) il Caos/indeterminazione torna a colpire, e così Larry riceve una telefonata dal proprio dottore che lascia presagire qualcosa di brutto. Bellissima l’immagine finale del tornado che si avvicina minaccioso, quasi a voler ricordare come i disastri siano sempre dietro l’angolo e la serenità sia ottenibile solo per brevissimi periodi di tempo.
Un film pesante, angosciante, capace di generare un senso di disagio e di impotenza incredibile nello spettatore.

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Quando la vita ti butta giù… / 18 Giugno 2014 in A Serious Man

Larry Gopnik ha una vita che finisce gradualmente per precipitare, pezzo dopo pezzo mettendo a dura prova tutte le sue certezze generate dal suo stato quotidiano. E’ da questa formula, dalla privazione dello stato di quiete del protagonista, che prende vita questa pellicola dei fratelli Coen.
Che si tratti di una parabola in chiave estrema, condita con il sapore dell’imprevedibilità della vita, o semplicemente di un gioco capriccioso dei due autori nei confronti della loro creatura o ancora di una rivisitazione personale e atipica del tema del looser americano, A Serious Man è sicuramente una pellicola diversa dai soliti lungometraggi dei due registi americani, che hanno il (de)merito di vantarne un certo numero nella loro filmografia. Questa, rispetto ad altre, l’ho trovata comunque decisamente più apprezzabile. Vuoi per le musiche azzeccate di Carter Burwell, per l’interpretazione di Michael Stuhlbarg o semplicemente per il tono caratteristico del film, che appare particolarmente beffardo.
Un po’ come la vita, in alcuni suoi aspetti.

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21 Febbraio 2014 in A Serious Man

Non sempre essere seri e retti porta la felicità…
Tanti problemi deve affrontare Larry Gopnik, un professore di fisica, ebreo e con una famiglia alquanto particolare.
Le cose positive della vita possono essere offuscate da altre negative…
E quando forse tanto cose si risolvono accade altro di dinaspettato, come un tornado…
Lo vidi al cinema quando uscì…
Non lo apprezzai molto.
Oggi riconosco invece la piacevolezza di questo ennesimo film dei fratelli Cohen.
Bello…
Ad maiora!

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la tecnica è perfetta, parliamo della trama / 18 Ottobre 2013 in A Serious Man

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

è sufficiente vivere un’esistenza corretta sotto tutti i punti di vista (morale, religioso, sociale) per tenersi lontano dai guai? pare di no. può dunque succedere che un uomo mite e responsabile, onesto lavoratore, ebreo praticante, padre di famiglia, CON GLI OCCHIALI, veda disgregarsi sotto i colpi di un destino ingestibile la sua vita banale ma rassicurante. ingestibile perchè le ripercussioni delle azioni altrui non sono vincolate, alla fin fine, alla probità del singolo. ecco così che la moglie vuole il divorzio perchè così le gira, ecco che uno studente mediocre ribalta la frittata di una tentata corruzione e lo accusa di calunnia, ecco che i vicini con cui si relaziona correttamente si approfittano di lui cercando di usurpargli terreno e fedeltà coniugale. sono tanti i guai cui va incontro il protagonista, meno le risposte che ottiene dalla religione: dio lo sta punendo per qualcosa? i tre rabbini cui si rivolge non sembrano essere concordi sul verdetto, che plasmano a seconda del loro personaggio: ecco quindi che il giovane rabbino dà una risposta in linea con il carattere aperto e psico-sociologico della gioventù, il rabbino di mezzo tira fuori dal cilindro l’evergreen della storiella dal sapore yiddish completamente avulsa dalla domanda ma, perchè no? forse ricca di significato; mentre l’ultimo, il decano, il più anziano e saggio della comunità risponde con il silenzio: non può ricevere, è impegnato a pensare. è evidente il rimando alla vicenda biblica di giobbe e del suo essere in balia di un destino avverso per tararne la fede, la lettura del finale può seguire dunque questa linea e vedere nel responso medico, probabilmente assai negativo, e nell’uragano che si profila all’orizzonte una punizione divina per l’aver ceduto alle tentazioni proprio sul traguardo della crisi rientrata. ma si può anche scegliere di restare con i piedi per terra e vedere, invece, il tutto come la serie di rogne più o meno serie che tutti prima o poi siamo portati a sopportare (certe volte tutte insieme) e ridimensionarle di fronte alla consapevolezza che, serious o meno, può non esserci mai fine al peggio.

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Mannaggia / 11 Febbraio 2013 in A Serious Man

I fratelli più amati di hollywood si cimentano in un film sicuramente interessante, ma fin troppo “ermetico” nella sceneggiatura e nell’esposizione (anche per i loro standard), portandolo spesso sul baratro dell’incomprensibilità. Peccato

17 Gennaio 2013 in A Serious Man

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Qua a capire cosa sia da vedere oppure no ho dei serissimi problemi, gli sfasamenti nella distribuzione sono deleteri.
Oltre a non capire dei blocchi di cose mica da ridere. Per esempio se qualcuno lo vede e mi può cortesemente dire chi è che manda i biglietti di insulti/calunnie al protagonista me lo può dire per favore? Che non ho capito :”’(
Mi fa impazzire non capire parti di film, è una cosa che odio. Ma è un pedaggio che si deve pagare U_U
Quel che ho capito è che i Cohen buttano lì il film più personale di tutta la vita loro, corale-famigliare ai limiti dell’autobiografia, e in ambiente ebraicissimo. Prologo scollegato da quasi tutto, giusto per fare atmosfera rabbina (no guarda, rabbino aggettivo proprio no). Abbiamo la vita di un quasi docente universitario in balia delle onde della moglie che lo vuole lasciare, preferendogli un serious man, dei figli che fan solo casini, di uno studente coreano o salcazzo (sarà mica cinese? Sparagli!) che lo ricatta, del fratello pure lui che fa solo casini. Cerca una soluzione rivolgendosi alla sua religione, incarnata da tre diversi rabbini, sostantivi però, e non trova nessuna risposta valida ma nemmeno da lontano. Sul finale ho quasi voglia di dire qualcosa ma mi trattengo un po’ a stento, dico solo che fa incazzare come hyenas.

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18 Aprile 2011 in A Serious Man

Stavolta i Coen lasciano il genere noir x dedicarsi a una commedia ebraica e cadono un pò di tono. Film abbastanza noioso con appena un paio di scene un pò simpatiche (divertenti è dire troppo). Già dal prologo (che non capisco dove volesse andare a parare) il film è un pò lento; il protagonista un pò impacciato. Molto meglio il figlio a cui viene dato relativamente poco spazio. Anche il finale non mi ha soddisfatto.

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Mistero / 1 Marzo 2011 in A Serious Man

Film bellissimo. Coen all’ennesima potenza nello spargere un lieve ironico cinismo sulla storia banalissima del piccolo professore travolto da eventi comuni, normali forse. Il ciclone si abbate senza pietà sulla sua vita , ma è solo vita, quindi non giusta, non tranquilla, non meritevole. Anzi, la categoria del meritevole non ha senso, la categoria del perchè di cosa accade ancora meno. E la domanda del perchè è sempre stata una domanda che ha accompagnato l’uomo, per darne risposta ha costruito le religioni. Ecco quindi i rabbini, l’uno giovane che risponde secondo stilemi moderni (cambiare prospettiva, un po’ di sociologia, un po’ di psicologia), quello più anziano secondo rassicuranti parabole, quello saggio perchè ancora più anziano muto, inarrivabile, castratorio nella sua incarnazione nella segretaria con funesto cipiglio.
Mi ha molto interessato il lato del film dedicato all’impossibilità di governare il reale, quasi uno scontro fra la fatica di ordinare, dare razionalità all’esistenza e l’impossibilità di farlo, senza speranza.
Larry è colpito in ogni aspetto della vita, la famiglia, l’amore, il lavoro, la vita sociale, una prova di Dio? Senza senso sicuramente, per quanto il senso venga cercato ovunque e continuamente, affannosamente. Bisogna rassegnarsi al mistero, d’altronde ha senso la storiella iniziale? Fra misticismo e credenze tradizionali l’uomo comparso ai due coniugi è davvero vivo? Mistero.
Molto belli tutti i personaggi, i Coen in questo hanno un tocco magico, scolpiscono i vicini, l’amante della moglie, il mondo della scuola ebraica in maniera perfetta, ottimi i dialoghi, molto bella la fotografia.
Dubito che la tormenta e l’esito della radiografia siano una specie di ira divina che si abbate sul malcapitato arreso alla corruzione, o meglio, credere che sia l’ira divina è un modo per razionalizzare ciò che sta accadendo, appunto per trovarne un senso.

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dò SEI per “amicizia” / 1 Febbraio 2011 in A Serious Man

questo film è forse l’unico dei fratelli coen “lontano dalle mie corde”.

1 Febbraio 2011 in A Serious Man

Indovinate qual è stato l’unico momento in cui ho (sor)riso?
La scena di Wolowitz – rabbino giovane, no? 🙂
Dopotutto, il film parla di “un uomo serio”: perché mi aspettavo di ridere?

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