Recensione su A Serious Man

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Mistero / 1 marzo 2011 in A Serious Man

Film bellissimo. Coen all’ennesima potenza nello spargere un lieve ironico cinismo sulla storia banalissima del piccolo professore travolto da eventi comuni, normali forse. Il ciclone si abbate senza pietà sulla sua vita , ma è solo vita, quindi non giusta, non tranquilla, non meritevole. Anzi, la categoria del meritevole non ha senso, la categoria del perchè di cosa accade ancora meno. E la domanda del perchè è sempre stata una domanda che ha accompagnato l’uomo, per darne risposta ha costruito le religioni. Ecco quindi i rabbini, l’uno giovane che risponde secondo stilemi moderni (cambiare prospettiva, un po’ di sociologia, un po’ di psicologia), quello più anziano secondo rassicuranti parabole, quello saggio perchè ancora più anziano muto, inarrivabile, castratorio nella sua incarnazione nella segretaria con funesto cipiglio.
Mi ha molto interessato il lato del film dedicato all’impossibilità di governare il reale, quasi uno scontro fra la fatica di ordinare, dare razionalità all’esistenza e l’impossibilità di farlo, senza speranza.
Larry è colpito in ogni aspetto della vita, la famiglia, l’amore, il lavoro, la vita sociale, una prova di Dio? Senza senso sicuramente, per quanto il senso venga cercato ovunque e continuamente, affannosamente. Bisogna rassegnarsi al mistero, d’altronde ha senso la storiella iniziale? Fra misticismo e credenze tradizionali l’uomo comparso ai due coniugi è davvero vivo? Mistero.
Molto belli tutti i personaggi, i Coen in questo hanno un tocco magico, scolpiscono i vicini, l’amante della moglie, il mondo della scuola ebraica in maniera perfetta, ottimi i dialoghi, molto bella la fotografia.
Dubito che la tormenta e l’esito della radiografia siano una specie di ira divina che si abbate sul malcapitato arreso alla corruzione, o meglio, credere che sia l’ira divina è un modo per razionalizzare ciò che sta accadendo, appunto per trovarne un senso.

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