?>Recensione | Sette minuti dopo la mezzanotte | Non fate...

Recensione su Sette minuti dopo la mezzanotte

/ 20167.157 voti

Non fate l’errore di perdervelo / 12 maggio 2017 in Sette minuti dopo la mezzanotte

Siete mai stati ingannati da un film? Dal poster, dal trailer, dalla trama. Forse sì, in fondo non è una cosa così strana, le aspettative molto raramente corrispondono a quella che è, poi, la realtà. Eppure, mai inganno fu più dolce di 7 MINUTI DOPO MEZZANOTTE, il piccolo capolavoro (parola usata a sproposito? Forse proprio no) di J.A. Bayona, già regista di THE ORPHANAGE (2008) e THE IMPOSSIBLE (2012). Quella che ci viene raccontata è la drammatica storia di Conor: vive con la madre malata (Felicity Jones) in un paesino della campagna inglese, il padre (Toby Kebbell) vive dall’altra parte dell’oceano Atlantico e ha un rapporto terribile con sua nonna (Sigourney Weaver), l’unica persona che potrebbe prendersi cura di lui se la madre morisse. Insomma, un dramma bello e buono. A stravolgere le carte è l’arrivo nella vita di Conor di un mostro che inizia ad abitare i suoi incubi: l’albero di tasso che vede in lontananza dalla finestra della sua camera diventa un gigantesco essere dalle fattezze umane (nella versione originale, ampiamente consigliata, è doppiato dalla profonda voce di Liam Neeson). Il mostro promette a Conor che gli racconterà tre storie, tre verità e lo farà per tre notti, esattamente alle 12.07. Le storie vengono raccontate (a noi e a lui) attraverso un immaginario splendido composto con matite e acquerelli che Bayona anima creando un mondo che sembra preso direttamente dalle meravigliose idee di un bambino. Quello che aveva tutta l’aria di essere un drammone melenso che si sarebbe giocato tutto sulla lacrima facilmente accaparrabile dalla mamma malata e dalla vita difficile e solitaria di un palliduccio bambino inglese, si trasforma davanti ai nostri occhi in un film nel quale è difficile trovare un momento fuori posto. Bayona riconferma la sua capacità di raccontare le profondità dell’animo umano (come aveva fatto magistralmente in THE IMPOSSIBLE, meno riuscito, certo, ma innegabilmente ben fatto), in connubio con la passione per la bella cinematografia. Le sequenze mozzafiato, colorate, fantastiche e perfettamente computerizzate si uniscono ai dettagli di un viso e all’inseguimento iper-ravvicinato del tratto nero di una matita. 7 MINUTI DOPO LA MEZZANOTTE è una favola poco adatta ai bambini, ma che ogni adulto dovrebbe vedere con gli occhi spalancati (anche disposti a lasciar andare qualche lacrima, che non fa mai male). Non fate l’errore di perdervelo.

Lascia un commento

jfb_p_buttontext