Sette minuti dopo la mezzanotte

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Sette minuti dopo la mezzanotte

Dall'omonimo romanzo di Patrick Ness. Conor è un ragazzino dalla vita complicata: l'amata mamma è gravemente ammalata; a scuola è vittima di bullismo; ha un pessimo rapporto con la nonna; suo padre vive negli Stati Uniti, dove si è costruito un'altra famiglia. Una notte, Conor riceve la visita da un mostro, una sorta di albero dalle forme umane che, in cambio di una storia, è disposto a cedergliene tre.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: A Monster Calls
Attori principali: Lewis MacDougallSigourney WeaverFelicity JonesToby KebbellLiam NeesonBen Moor, James Melville, Oliver Steer, Dominic Boyle, Jennifer Lim, Max Gabbay, Joe Curtis, Morgan Symes, Max Golds, Frida Palsson, Wanda Opalinska, Patrick Taggart, Lily-Rose Aslandogdu, Geraldine Chaplin
Regia: J. A. Bayona
Sceneggiatura/Autore: Patrick Ness
Colonna sonora: Fernando Velázquez
Fotografia: Óscar Faura
Costumi: Stephen Noble
Produttore: Jonathan King, Patrick Wachsberger, Álvaro Augustín, Belén Atienza, Enrique López Lavigne, Ghislain Barrois, Jeff Skoll, Bill Pohlad, Sandra Hermida, Patrick Ness, Mitch Horwits
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Fantasy
Durata: 108 minuti

Insomma….. quasi 6. / 4 Dicembre 2017 in Sette minuti dopo la mezzanotte

Mmmmhh… Diciamo che la chiave di lettura del film è molto più bella di ciò che è, anche se la pellicola lascia un pò a desiderare…
Mi aspettavo qualcosa di più leggero, ma è molto profondo, forse troppo, perchè affronta il dramma della morte agli occhi di un bambino di 10 anni. E non è facile toccare certi tasti restando nel fiabesco ma senza cadere ne clichè o nel ridicolo.
Film un pò piattino, ma come ripeto, la chiave di lettura ha molto più spessore della pellicola in sè.
Il protagonista è dolce e anche bravo! La Weaver è proprio una nonna odiosa.
Un quasi 6.

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Impalpabile / 22 Maggio 2017 in Sette minuti dopo la mezzanotte

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il film di Bayona ha dalla sua parte diversi elementi positivi: la messinscena poco edulcorata di un dolore inesprimibile e di un tema difficile da rappresentare come quello della malattia terminale; una regia salda e pulitissima; inserti animati interessanti dal punto di vista grafico; bravi attori.

Per il resto, Sette minuti… mi è parso molto convenzionale dal punto di vista narrativo: al di là del messaggio secondo cui non esistono buoni o cattivi totali ma solo sfumature e interpretazioni delle stesse e passando oltre l’escamotage fantasy che, comunque, a mio parere, ripropone elementi già presenti in altri racconti per ragazzi (o giovani adulti che dir si voglia), come La storia infinita, il racconto avanza senza un vero mordente e, al di là delle toccanti scene tra madre, figlio e nonna, non mi ha mai coinvolta.
Soprattutto, ho trovato il mostro molto poco ambiguo, poco soddisfacente se rapportato alle premesse che la sua presenza vorrebbe suggerire: il fatto che sia doppiato da Liam Neeson che, per un attimo, si intravede in una delle foto di casa nelle vesti di nonno del protagonista, lascia pensare che il suo spirito non abbia abbandonato la sua famiglia e che tenti di proteggere/aiutare il nipote in un momento tanto difficile e doloroso della sua giovane vita. Per il resto, l’ho trovato una guida narrativamente impalpabile.

Altri elementi suggestivi, come la concezione del tempo (la nonna dice al ragazzino che solo la sua pendola segna l’ora giusta; il mostro non compare sempre sette minuti dopo la mezzanotte, ma sette minuti dopo le dodici; la vita della mamma sembra scorrere via come la sabbia di una clessidra che non può essere capovolta; ecc.), le strabilianti capacità artistiche del ragazzino e il valore magico-animistico del nome (il bullo che si accanisce sul protagonista dice che lui è invisibile ai suoi occhi e che, quindi, non esiste, mentre il tasso non fa che ripetere il suo nome e cognome, Conor O’Malley-Conor O’Malley-Conor O’Malley, come un mantra, per ricordargli la sua identità e la sua presenza nel mondo), sono solo abbozzati e non incidono in maniera significativa sul racconto, quando avrebbero potuto esserne le chiavi di volta.
Insomma, un film con tante premesse, tanti ingredienti suggestivi e, purtroppo, anche tanta prevedibilità.

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Non fate l’errore di perdervelo / 12 Maggio 2017 in Sette minuti dopo la mezzanotte

Siete mai stati ingannati da un film? Dal poster, dal trailer, dalla trama. Forse sì, in fondo non è una cosa così strana, le aspettative molto raramente corrispondono a quella che è, poi, la realtà. Eppure, mai inganno fu più dolce di 7 MINUTI DOPO MEZZANOTTE, il piccolo capolavoro (parola usata a sproposito? Forse proprio no) di J.A. Bayona, già regista di THE ORPHANAGE (2008) e THE IMPOSSIBLE (2012). Quella che ci viene raccontata è la drammatica storia di Conor: vive con la madre malata (Felicity Jones) in un paesino della campagna inglese, il padre (Toby Kebbell) vive dall’altra parte dell’oceano Atlantico e ha un rapporto terribile con sua nonna (Sigourney Weaver), l’unica persona che potrebbe prendersi cura di lui se la madre morisse. Insomma, un dramma bello e buono. A stravolgere le carte è l’arrivo nella vita di Conor di un mostro che inizia ad abitare i suoi incubi: l’albero di tasso che vede in lontananza dalla finestra della sua camera diventa un gigantesco essere dalle fattezze umane (nella versione originale, ampiamente consigliata, è doppiato dalla profonda voce di Liam Neeson). Il mostro promette a Conor che gli racconterà tre storie, tre verità e lo farà per tre notti, esattamente alle 12.07. Le storie vengono raccontate (a noi e a lui) attraverso un immaginario splendido composto con matite e acquerelli che Bayona anima creando un mondo che sembra preso direttamente dalle meravigliose idee di un bambino. Quello che aveva tutta l’aria di essere un drammone melenso che si sarebbe giocato tutto sulla lacrima facilmente accaparrabile dalla mamma malata e dalla vita difficile e solitaria di un palliduccio bambino inglese, si trasforma davanti ai nostri occhi in un film nel quale è difficile trovare un momento fuori posto. Bayona riconferma la sua capacità di raccontare le profondità dell’animo umano (come aveva fatto magistralmente in THE IMPOSSIBLE, meno riuscito, certo, ma innegabilmente ben fatto), in connubio con la passione per la bella cinematografia. Le sequenze mozzafiato, colorate, fantastiche e perfettamente computerizzate si uniscono ai dettagli di un viso e all’inseguimento iper-ravvicinato del tratto nero di una matita. 7 MINUTI DOPO LA MEZZANOTTE è una favola poco adatta ai bambini, ma che ogni adulto dovrebbe vedere con gli occhi spalancati (anche disposti a lasciar andare qualche lacrima, che non fa mai male). Non fate l’errore di perdervelo.

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