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Recensione su Wayward Pines

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I misteri di Wayward Pines: niente è come sembra / 19 luglio 2015 in Wayward Pines

Una serie che mi ha catturato letteralmente, da vedere d’un fiato quasi fosse un film. Le intenzioni erano appunto queste, una miniserie da 10 episodi senza inutili continuazioni. Il mistero ti incuriosisce fin dalle prime puntate. Ispirata a Twin Peaks e con echi orwelliani la vicenda si apre con il protagonista, un agente dei servizi segreti, che per ritrovare un collega scomparso si reca in una piccola cittadina dell’Idaho. Già da subito però si capisce che non si tratta di un posto qualunque: i comportamenti degli abitanti, la paura negli occhi e soprattutto l’impossibilità di lasciare il posto turbano fin dal principio il protagonista. Ma il mistero è appena cominciato. Nulla è come sembra e perfino indovinare il genere di questa serie è difficile al principio. Si tratta di un horror? Un thriller? Lascio a voi scoprirlo ma vi assicuro che non è nulla di ciò che avevate pensato. Si tratterà di una verità angosciante e paradossale, attraverso la quale il regista ci permetterà di riflettere sopra alcuni dei grandi temi della nostra epoca. Qual’è il limite tra la libertà individuale e la sicurezza della società? Quali possono essere le conseguenze delle nostra noncuranza del pianeta? Fino a che punti può arrivare il controllo esercitato su di noi dalla tecnologia? Le scelte del protagonista, uno strepitoso Matt Dillon, ci forniranno le risposte a tali domande.
Ora non resta che aspettare per godersi la puntata finale, che chiuderà, con molta probabilità, col botto la serie.

2 commenti

  1. Stefania / 1 agosto 2015

    Condivido praticamente tutto, ma ho dei dubbi sullo “strepitoso Matt Dillon”…

  2. marcomaffei12 / 25 luglio 2017

    In effetti è diventato un po’ monoespressivo manco fosse ben Affleck. Però negli anni 80/90 era si strepitoso

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