Peter Bogdanovich: informazioni sull'autore, filmografia completa e biografia

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Peter Bogdanovich

Breve biografia del regista Peter Bogdanovich, innamorato del cinema

Peter Bogdanovich è stato un regista, scrittore, attore, produttore, critico e storico cinematografico statunitense di origine serba e austriaca.
Interessato al teatro e al cinema fin da ragazzino, grande appassionato di cinema americano e affascinato dalla Nouvelle Vague francese, Bogdanovich entra presto in contatto con autori, critici, attori e registi. Frequenta i teatri di Broadway, consuma le poltrone dei cinema di New York.

Bogdanovich e il cinema americano: l’amicizia con Orson Welles

Dopo alcune esperienze nel mondo della televisione e con il genere documentario, Bogdanovich esordisce ufficialmente come regista e sceneggiatore cinematografico nel 1968 con il film “Bersagli”, in cui dirige un mito del cinema di genere horror, Boris Karloff. Con questo film, Bogdanovich inizia il sodalizio artistico con il direttore della fotografia László Kovács. I due collaborano in altri 5 film.
Nel 1971, Bogdanovich realizza il documentario “Diretto da John Ford” (1971), un omaggio al famoso regista americano di film western.
Conosce Orson Welles, di cui diventa intimo amico e che intervista ripetutamente. Le loro conversazioni confluiscono principalmente nel libro “Io, Orson Welles” (ripubblicato in Italia con il titolo “Il cinema secondo Orson Welles”). Bogdanovich è tra i principali fautori del completamento e della definitiva distribuzione di uno dei più famosi film maudit di Welles, “L’altra faccia del vento”. Girato tra il 1970 e il 1976, il film è stato distribuito in esclusiva da Netflix nel 2018, dopo essere stato presentato fuori concorso alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.
Tra i libri più famosi scritti da Bogdanovich, ricordiamo “Chi c’è in quel film?” (2008), in cui il regista racconta il suo amore per il cinema, attraverso il ricordo personale di tante personalità dello spettacolo e molti aneddoti biografici.

I migliori film di Peter Bogdanovich

Grazie ai suoi migliori film come regista, Peter Bogdanovich diventa uno degli esponenti della cosiddetta New Hollywood, la corrente cinematografica statunitense che segna una rinascita dell’industria del cinema americano, in cui convergono autori come Martin Scorsese, William Friedkin, George Lucas e Francis Ford Coppola.
Guardando con nostalgia e ammirazione ai grandi classici di Hollywood, Bogdanovich dirige: “L’ultimo spettacolo” (1971), con Jeff Bridges e Cybill Shepherd, per cui Bogdanovich riceve due nomination agli Oscar, come miglior regista e, insieme a Larry McMurtry, per la miglior sceneggiatura; “Ma papà ti manda sola?” (1972) con Barbra Streisand e Ryan O’Neal; “Paper Moon – Luna di carta” (1973), ancora con Ryan O’Neal e, poi, sua figlia Tatum O’Neal che, per questo ruolo, a soli 10 anni, vince l’Oscar come miglior attrice non protagonista; “Daisy Miller” (1974), ancora con la Shepherd; “Vecchia America” (1976), con Burt Reynolds e, ancora, Ryan e Tatum O’Neal, con cui partecipa in concorso al Festival del Cinema di Berlino; “Saint Jack” (1979), con Ben Gazzara, film premiato a Venezia; “Dietro la maschera” (1985), con Cher, Eric Stoltz e Sam Elliott, con cui partecipa in concorso al Festival di Cannes; “Texasville” (1990), ancora con la coppia Bridges-Shepherd; l’esilarante “Rumori fuori scena” (1992), adattamento dell’omonima opera teatrale, con Michael Caine, Denholm Elliott, Christopher Reeves e John Ritter; “Quella cosa chiamata amore” (1993), con River Phoenix; “Hollywood Confidential” (2001), con Kirsten Dunst.
Nel 2009, Bogdanovich vince un Grammy Award, per la regia del videoclip musicale “Runnin’ Down a Dream” di Tom Petty and the Heartbreakers.
Nel 2018, il documentario “The Great Buster” su Buster Keaton, di cui Bogdanovich è anche voce narrante originale, viene premiato nella sezione Venezia Classici della Mostra d’Arte Cinematografica.

L’ultimo film di Peter Bogdanovich da regista

Nel corso degli anni Duemila, Peter Bogdanovich limita l’attività da regista a qualche film per la televisione e alla direzione di episodi di serie tv.
L’ultimo film di Bogdanovich è la commedia “Tutto può accadere a Broadway” (2014), una commedia corale con, tra gli altri, Imogen Poots, Owen Wilson, Jennifer Aniston, Kathryn Hahn, Cybill Shepherd e, nel ruolo di se stesso, Quentin Tarantino.
In realtà, da qualche tempo, Bogdano

Peter Bogdanovich attore di film e serie tv

Come attore cinematografico, Bogdanovich esordisce alla fine degli anni Sessanta e partecipa, non accreditato, a un paio di film, tra cui “Il serpente di fuoco” (1967) di Roger Corman, sceneggiato da Jack Nicholson e interpretato da Peter Fonda e Bruce Dern.
Negli anni Settanta e Ottanta, recita sporadicamente, comparendo anche in alcuni dei propri film con piccoli ruoli.
A partire dagli anni Novanta, intensifica le sue partecipazioni a film e serie tv famose. Al cinema compare in alcuni film: “Studio 54” (1998) di Mark Christopher, con Ryan Phillippe, Salma Hayek e Mike Myers; “Infamous – Una pessima reputazione” (2006) di Douglas McGrath, con Toby Jones e Sandra Bullock; “Giovani si diventa” (2014) di Noah Baumbach, con Ben Stiller e Naomi Watts; “It – Capitolo due” (2019) di Andy Muschietti.
In tv, Bogdanovich partecipa a serie tv di successo, come “I Soprano”, in cui, tra il 2000 e il 2007, interpreta in più occasioni il ruolo dello psicologo Elliot Kupferberg.

La morte di Peter Bogdanovich

Peter Bogdanoviche muore a Los Angeles, nei primi giorni del 2022, all’età di 82 anni. La notizia viene resa nota dalla figlia.
Nonostante l’età, da qualche tempo, il regista e sceneggiatore era al lavoro su un nuovo film, “One Lucky Moon”.

Luogo di nascita: Kingston, New York, USA
Data di nascita: 30/07/1939
Data di morte: 06/01/2022

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