L'ultimo spettacolo

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L'ultimo spettacolo

Scene di vita terribilmente ordinaria da una piccola cittadina alla periferia del Texas anni '50. Il giovane Sonny passa la linea d'ombra della sua adolescenza conoscendo le esperienze del sesso e della morte di un caro, provando al fuoco anche l'amicizia con l'esuberante Duane.
paolodelventosoest ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Last Picture Show
Attori principali: Timothy BottomsTimothy BottomsJeff BridgesJeff BridgesCybill ShepherdCybill ShepherdBen JohnsonBen JohnsonCloris LeachmanCloris LeachmanEllen Burstyn, Eileen Brennan, Clu Gulager, Sam Bottoms, Sharon Ullrick, Randy Quaid, Bill Thurman, Jessie Lee Fulton, Helena Humann, Barc Doyle, Gary Brockette, John Hillerman, Joe Heathcock, Kimberly Hyde, Noble Willingham, Janice O'Malley, Grover Lewis, Mostra tutti

Regia: Peter BogdanovichPeter Bogdanovich
Sceneggiatura/Autore: Larry McMurtry, Peter Bogdanovich
Fotografia: Robert Surtees
Costumi: Polly Platt
Produttore: Bert Schneider, Bob Rafelson, Stephen J. Friedman
Produzione: Usa
Genere: Drammatico
Durata: 119 minuti

Dove vedere in streaming L'ultimo spettacolo

The last picture show/L’ultimo spettacolo / 8 Aprile 2018 in L'ultimo spettacolo

Peter Bogdanovich firma un capolavoro della cinematografia americana sulla ricerca, più che di qualcosa da fare, di qualcosa da essere. Ambientato nel Texas più desolato, lì dove imperano e abbondano solo sabbia e bigottismo religioso, si intrecciano e svolgono le vite dei membri di una piccola comunità. Tutti nel corso del film sono caratterizzati e resi unici, tutti però hanno un solo motivo di vita: fuggire dalla miseria della noia, chi scappando in Corea o all’università; chi appoggiandosi alla bellezza e fragilità che solo i sentimenti più alti hanno, unico possibile limite alla fuga di colui al quale non resta più niente; chi alla trasgressione, dea sottovalutata e vera fonte dell’eterna giovinezza. P.S. Cybill Shepherd è una delle cose più belle che l’umanità abbia mai avuto in dono. 306^ film nella TSPDT Top 2000 dei film di sempre
Conservato nella National Film Registry del Congresso USA.
2 vittorie e 6 candidature agli Oscar 1972.

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Quella malinconia brutale / 9 Settembre 2013 in L'ultimo spettacolo

Le storie struggenti dell’America dal dopoguerra fino ai sixties, devo ammetterlo, mi affascinano da sempre. Ma laddove sussulto per semplici confezioni “vintage” come il bellissimo “American Graffiti”, o il più recente e tenero “Stand by me”, davanti a capolavori come questo di Bogdanovich mi sento mancare il fiato. Non c’è infatti il solo sospiroso effetto “melancholy” – il vento che spazza una cittadina desolata, piccole sale biliardo mal riscaldate, la radio, il drive-in, le infinite monotone highways americane, l’ultima proiezione di un vecchio cinema da cui il titolo del film – ma anche un ingrediente segreto, magico, il gioco raffinato e dosato con l’elemento surreale proprio di un Fellini (Ia scena della piscina al Country Club, molto felliniana), la ferocia nascosta delle relazioni umane che straripa nella letteratura americana del 900, come pure in pregevoli prodotti della TV (guardate bene la magnifica Ellen Burstyn; non vi ricorda una certa Bree di Wisteria Lane?). Quella malinconia brutale di un gruppo di tipici texani incapaci di commuoversi davanti al cadavere di un “idiota”.
Ottimo il consiglio di Welles all’amico Bogdanovich di girarlo in bianco e nero. La sequenza iniziale e quella finale coincidono, come a ricordarci che tutto è un ciclo. C’è un Jeff Bridges alle prime armi, una Cybill Shepard splendente ragazza annoiata, e poi c’è una grande Cloris Leachman (Frau Blücher!) casalinga depressa e fedifraga, meritatissimo premio Oscar.

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