Recensione su Land of Mine - Sotto la sabbia

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Paff bum / 10 Aprile 2016 in Land of Mine - Sotto la sabbia

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Siamo in Germania. Ah no non siamo in Germania (je piacerebbe, ai personaggi, essere in Germania), ma in Danimarca, appena appena dopo la guerra. Andò proprio circa così eh. Verso la fine della guerra i nazi chiamavano alla leva i ragazzini di 13 anni. Per cui alla fine in Danimarca restano prigionieri centinaia di soldati tedeschi, perlopiù ragazzini. E vengono prima addestrati, e poi mandati sulle spiaggie della costa occidentale, dove gli stessi tedeschi, aspettandosi uno sbarco alleato, avevano nascosto sotto la sabbia grosso modo 2 MMMMMILIONI di mine. Mina più, mina meno. Bon, per cui quasi tutto questo lancinante film mostra questa squadra di 14 ragazzetti, carponi, sulla sabbia e nel mare, metro dopo metro, ad affondare bastoncini nella sabbia. Se senti TOC scavi, trovi la mina, sviti, estrai il detonatore o quel che è. E poi di nuovo avanti di bastoncino. Caldamente consigliato non commettere errori o distrarsi. Uno strazio, conta che io son stato abbracciato con me stesso per quasi tutto il film, la sublimazione della storia della bomba sotto il tavolo di H&T.
La squadra vive in una baracca su spiaggia, bellissima e recintata e deserta sul freddo oceano, controllata da un sergente di ferro danese, che parte Full Metal Jacket (solo che questi son tutti chiodi, quindi non può urlare Palladilardo!) e inevitabilmente finisce poi per instaurare un rapporto umano. E meno male, almeno lui riesce a smarcarsi dal ruolo di vittima divenuta carnefice per vendicarsi dei torti subiti, con chiunque altro che a questi poveri nazi kiddos fa qualsiasi cosa. Loro, essendo kiddos, hanno giustamente sogni e paure da kiddos, e vogliono sognare il futuro e vogliono la mamma – e giustamente, condivido! Il titolo inglese è anche un non so quanto intenzionale pun, visto che il sergente all’inizio urla “Questa è la mia terra”, mentre pesta un prigioniero nazi. Ora, se non fosse che muoiono quasi tutti saltando su una mina (pure il cane!) quindi dirlo è un po’ bislacco, meno male anche che c’è il lieto fine al termine della spirale di violenza ed esplosioni, perché altrimenti me la sarei veramente presa.

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