Recensione su Sin City - Una donna per cui uccidere

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Sin City – un film per cui non è necessario uccidere / 12 ottobre 2014 in Sin City - Una donna per cui uccidere

Finalmente l’ho visto! La mia bramosia di rivedere Sin City, le sue luride strade piene di violenza, i suoi stereotipi umani schifosamente immorali, è stata soddisfatta e… mah, niente di che.
Il film è un prequel, anzi un sequel…. mmmmmmm… no, meglio un “presequel” (o un “seprequel”, insomma… fate vobis) perchè alcuni episodi sono precedenti ed altri seguenti rispetto alla storia del primo Sin City. La regia della coppia Rodriguez-Miller non delude, il montaggio è a dir poco fantastico, gli effetti speciali sono una gioia per gli occhi, alcune sequenze fanno venire i brividi, specialmente quelle violente fino all’inverosimile. Qui, purtroppo, finiscono i lati positivi.
Le storie dei 4 episodi, basati sulle grafic novel di Frank Miller, non sono un granché: “Una donna per cui uccidere”, l’episodio principale, non riesce a catturare, sia a causa di una storia molto banale, sia per la mancanza di verve dei due protagonisti, Dwight e Ava. Senza dubbio gli altri episodi sono più accattivanti, però i finali lasciano un po’ di amaro in bocca. L’unico che non delude mai è il caro vecchio Marv.
Il secondo Sin City forse pecca di originalità, tuttavia il suo maggiore difetto non sta nell’eccessiva somiglianza col primo film; al contrario, considero questa caratteristica un pregio, soprattutto dopo aver visto i favolosi risultati ottenuti con le stesse tecniche cinematografiche. La piattezza della trama e la scarsa caratterizzazione di alcuni personaggi: questi sono i motivi per cui non sarà necessario uccidere le persone in fila alla biglietteria del cinema per andare a vedere il nuovo Sin City.

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