Recensione su Sin City - Una donna per cui uccidere

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19 ottobre 2014

Sin City: A Dame to Kill For, si presenta nella sua duplice natura, ossia di prequel e sequel del Sin City del 2005, tratto dall’omonimo fumetto di Frank Miller.
Se nella prima pellicola i bassifondi della città più putrida per antonomasia si fondevano con le storie e gli intrecci dei vari personaggi che la popolavano, creando un forte contrasto fra noir e dark, in A Dame To Kill For si prefigurano come semplici richiami, rimandi ad atteggiamenti o a situazioni che ne hanno delineato il linguaggio.
Ovviamente il marchio Milleriano non permette una nuova rivisitazione dello stesso, ma qui risulta meno accentuato, come se Rodriguez avesse preso il sopravvento sull’opera. Del resto, questo, lo si può evincere in alcuni combattimenti, più vicini allo stile splatter del regista, che a Sin City stesso.
Queste sono solo impressioni, che non ledono profondamente nella fruizione e nel godimento del film, ma che stonano, pensando a quel capolavoro di innovazione che è stato Sin City.

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