2004

Sideways

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Sideways
Sideways

Due amici, un viaggio: loro sono Miles, insegnante -ma aspirante scittore- divorziato ed amante del vino, e Jack, attore prossimo alle nozze ma già in preda alla nostalgia per la bella vita da scapolo; invece del solito addio al celibato, i due organizzano un tour nella zona vinicola di Santa Ynez Valley, una settimana tranquilla all'insegna della buona cucina, di vini pregiati e di qualche buca al golf, ma quando in un ristorante conoscono Maya e Stephanie i loro programmi iniziano decisamente a cambiare. Vincitore di numerosi premi, tra cui l'Oscar per la Migliore sceneggiatura non originale e il Golden Globe per il Miglior film commedia o musicale nel 2005.
laschizzacervelli ha scritto questa trama

Titolo Originale: Sideways
Attori principali: Paul Giamatti, Thomas Haden Church, Virginia Madsen, Sandra Oh, Marylouise Burke, Jessica Hecht, Missy Doty, Alysia Reiner, Shake Tukhmanyan, Shaun Duke, Robert Covarrubias, Patrick Gallagher, Stephanie Faracy, Joe Marinelli, M.C. Gainey, Peter Dennis, Lacey Rae, Natalie Carter, Parker Quinn
Regia: Alexander Payne
Sceneggiatura/Autore: Alexander Payne, Jim Taylor
Colonna sonora: Rolfe Kent
Fotografia: Phedon Papamichael
Costumi: Wendy Chuck
Produttore: Michael London, George Parra
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Commedia, Romantico
Durata: 127 minuti

1 Settembre 2014 in Sideways

Abbandonando Apollo e le facili tentazioni nietzscheane si scopre che Dioniso-Bacco è un simbolo sufficiente ad esprimere la dicotomia della vita. Jack e Miles sono diversi e complementari come un vino fermo e uno frizzante, ma sono entrambi spaventati da fantasmi del passato (il divorzio, l’ex moglie) o del futuro (un matrimonio incombente), entrambi... continua a leggere » incastrati nel presente, coi suoi desideri e le sue speranze. Di fronte a un punto di non ritorno della propria vita – come per il Jack Nicholson di About Schmidt – i due amici si rifugiano nel sogno picaresco per eccellenza, una maldestra fuga on the road scandita dai due primordiali riti del piacere sensoriale, il sesso e il vino.

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Le stradine della California / 1 Luglio 2013 in Sideways

Commedia deliziosa, semplice come il lounge jazz che accompagna la storia di amicizia tra Jack, esuberante come un cabernet, e Miles, difficile e pregiato come un pinot nero. Un viaggio nella California più introversa, lontana dalle metropoli e dalle assolate spiagge da baywatch, attraverso le sue vigne e stradine di campagna. Paul Giamatti è in splendida... continua a leggere » forma, a tratti alleniano ma mai nevrotico.

13 Gennaio 2013 in Sideways

Alla ricerca di sè stessi tra vini e tradimenti, filosofia e sensibilità. Piacevole e brillante commedia dal bello script e dalle ottime interpretazioni.

23 Dicembre 2012 in Sideways

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Allora. Mettiamo dei punti. Questo è un film sul vino. A me il confronto viene subito con quell’obbrobrio con Russell Crowe in Francia che era Un’ottima annata. Che era una cazzata allucinante, talmente enorme e inutile che non la linko di sicuro. E la era già senza il confronto.
Questo invece nel suo piccolo è strano e interessante. Per... continua a leggere » l’ambientazione, che è la California, però quella parte che in tv non si vede mai, le stradine di campagna dell’entroterra. Per i personaggi, che sono due amici sulla quarantina in partenza per fare una settimana di degustazioni prima che uno dei due si sposi. Entrambi irrealizzati e senza più sogni, nella sostanza perdenti, uno scrittore e insegnate pessimista-disperato andante (ok, sfigato, non che mi somigli ma nella testa è come me ma con meno capelli e più pancia), l’altro un ex-attore di pubblicità ancora gnocco e piacione, che vuol scopare un po’ prima di sposarsi. L’incongruenza in effetti è che due persone così c’entrano ben poco l’una con l’altra. Ma a parte quella si va come una macchina in una strada tra le vigne. Perché tutto è messo in parallelo al vino. Lo sfigato ne sa e cerca le donne come cerca i grandi vini. L’altro a suo modo pure ne sa, e i vini e le donne gli van bene sostanzialmente tutti. Ah, ed è un incrocio tra Schwarzy e William Defoe, dimenticavo di dire. Aiutami che t’aiuto, non voglio il tuo aiuto. Ma che non m’aiuti? Ma prima che non lo volevo lo dicevo per dire…
Ogni tanto magari si lasciano prendere la mano con questo fatto del vino poi (che io ne so nulla ma il vino californiano…), come quando finisce il pessimista con una donna perfetta a dirsi con occhi spiritati come il vino abbia vita propria. Sembro io quando parlo dei miei Playmobil del west *_*
Però il tutto è lento come una degustazione appunto, e accompagnato da facile musica jazz, e scorre. Da dire che la tipa che si sbatte il donnaiolo è, se ho ben capito, una dottoressa di Grey’s Anatomy very gnocca e con gli occhi a mandorla, che entra di diritto dopo questo film nel girone delle mie milf preferite. E visto che di solito già che mi piacciano quelle della mia età è raro scusa se è poco.

Amici / 30 Marzo 2011 in Sideways

Jack deve maritarsi con Vicky, parte lunedì con Miles, l’amico da sempre.
Sono diversi, il primo si propone di consumare sesso, se ne vuole abbuffare, l’altro, invece, immagina golf, incursioni nella cultura del Vino e la celebrazione dell’Amicizia.
Si parte da San Diego , California e si va’ verso la Napa Valley.
Sono molto diversi. Il primo... continua a leggere » è ficone, attore di telefilm, idolo di casalinghe e cameriere.
L’altro sfigato professore di letteratura in una sperduta scuola media con aspirazioni frustrate da scrittore.
Uno vive costantemente sulla cresta dell’onda, l’altro è perfettamente travolto dall’onda stessa.
Parafrasando “La tempesta perfetta” Miles è “Lo sfigato Perfetto”.
Miles ha scritto un libro, un romanzo ed anche questo è un buon motore di avvilimento; ogni proposta di pubblicazione rifiutata alimenta la disistima verso sé stesso.
La moglie come pretende un classico copione lo ha mollato da poco.
La miscela gli procura un’incapacità totale di dialogo con Universo Donna.
Miles resta solo, vive la solitudine bevendosi la cultura del vino che si porta dentro, è un perfetto Europeo in questo.
Jack invece, lo consuma all’americana. Un sorso e via.
Lui guarda piu’ le tette della sommelier di turno che il colore o gli afrori del liquido di-vino.
Ovviamente rimorchia una di queste.
Per tre giorni si dimentica di Vicky e del matrimonio che lo attende per il fine settimana, nella piu’ totale buona fede si immedesima nel fidanzato della bella di turno.
Ci si immerge al punto di sentirsi anche un po’ paparino della figlioletta di lei, gli compra persino dei peluche.
A modo suo è innocente, gli viene così, gli si deve rinascere la spontaneità, non è in malafede.
Allo stesso tempo Miles, con delicatezza e discrezione viene corteggiato da un’altra degustatrice, è Perfetta per lui.
Accade però che la bella con figlia scopre l’inganno e rompe a colpi di casco da motociclista il naso di Jack. Viene medicato in ospedale.
Ma a naso rotto, appena dimesso che ti combina il nostro Jack nel ristorante dove consuma l’ultima cena da scapolo (domani si rientra alla base)?
Ti rimorchia e si porta a letto una cameriera modella per taglie extralarge. Neanche bella ma non importa, lui le consuma come kleneex.
Casini, mariti di ciccione, fedi nuziali perse in very dangerous camere da letto.
Disperazione di Jack.
Pianti e strepiti del nostro promesso sposo, e una frase emblematica, precisa che non lascia scampo da parte del suo amico Miles : “Perché lo fai?”
“Non lo sò, ma sò che non potrei vivere senza Vicky”
Gli crediamo? Io gli credo, anche se il tutto può sembrare profondamente irragionevole.

Neanche a dirlo chi ricomporrà tutti i cocci. Scontata la risposta, l’amico Miles chi altri.
Il film finisce con l’happy end.
Il giuggiolone Jack sposa in pompa magna la sua Vicky, auguri e figli maschi!!!
Miles corre nelle braccia della degustatrice.
Titoli di coda.
Letto così appare banalotto, scontato e a parte l’ideologia del vino, unica nota originale non sembrerebbe meritevole di menzione.
Tutto vero, epperò……
Spuntano le domande.
Perché due persone agli antipodi, con nessun tratto d’unione si amano?
Perché tra Amici ci si ama,è un amore diverso e senza dubbio piu’ robusto di quello con la propria compagna.
E’ un mistero, non si sa e non si può neanche ipotizzare come “si diventa Amici”, o lo si è oppure nisba.
Il piacere dello stare con un Amico è unico e semplice e senza molte complicazioni, è un istinto naturale. E’ facile e non impegnativo, lo si gode e punto.
L’Amicizia è un valore, una gran ricchezza, chi è senza amici è un povero conclamato.
Jack e Miles sono Amici.
Flash d’intermezzo.
La descrizione dell’america vera mi garba sempre.
Il rituale delle case incasinate con piatti sporchi e letti da rifare in totale contrasto con la nostra visione del focolare domestico con la mamma che riassetta e prepara il pranzo (oramai solo nella memoria, ci siamo americanizzati, sic…) è un vero reality, un documentario sulla vera way of life degli states.
E naturalmente alla faccia di biondine, dei muscoloni e dei grattacieli che canagliacinque ed accoliti ci propinano.
Tutto così vero, come del resto la rappresentazione della working-class e dei motel senza pretese dove, finalmente dopo tanti anni di film tutti prevedibili, non si nasconde un serial killer o un agente segreto.
Mostrare l’America vera lo ritengo un esercizio etico, penso a tutti i boat-people albanesi che traversano l’adriatico immaginando che l’Italia sia abitata solo da veline e calciatori di grido.
Vari cammei,
-La consumazione da parte di Miles di una bottiglia pregiata del 1961 accompagnata da un hamburger in totale, disperata solitudine è poesia.
-Il dialogo surreale/verissimo sempre tra Miles con l’ecs moglie è un documentario introspettivo della lunghezza di due minuti sulla tristezza conseguente agli abbandoni.
Lo spunto.
La sincerità di Jack, è sempre sincero jack, si scopa una tipa che ha già una figlia e si convince di volerle veramente bene, si scopa una soprappeso ed è cosciente, insieme con lei, che stanno solo divertendosi.
E in contemporanea è sincero quando piange perché potrebbe perdere Vicky. Lui è sempre sincero.
In fondo quello che gli piace è solo mangiare gelati. Che male c’è?
Fine della recinzione per una nota per Paul Giamatti consacrato da Barney ma già immenso nel suo personaggio in questo film.

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