Quo vado?

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Quo vado?

La vita di Checco, single che odia qualsiasi tipo di impegno personale, è serena, poiché il suo sogno lavorativo si è avverato: da anni, infatti, l'uomo ha ottenuto un posto fisso in Provincia. Ma quando le Province italiane vengono abolite, tutto crolla: messo di fronte ad una scelta, il licenziamento o il trasferimento in un luogo particolarmente lontano, Checco non intende rinunciare all'amato posto fisso.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Quo vado?
Attori principali: Checco Zalone, Eleonora Giovanardi, Sonia Bergamasco, Ludovica Modugno, Maurizio Micheli, Paolo Pierobon, Lino Banfi, Antonino Bruschetta, Azzurra Martino, Lilia Perno, Diego Verdegiglio, Giuseppe Ansaldi, Henrik Braekhus, Giustina Buonomo, Manuela Ventura, Luciano Montrone, Emmanuel Dabone, Kristine M. Opheim, Giovanni D'Addario, Mostra tutti

Regia: Gennaro Nunziante
Sceneggiatura/Autore: Checco Zalone, Gennaro Nunziante
Colonna sonora: Checco Zalone
Fotografia: Vittorio Omodei Zorini
Costumi: Francesca Casciello
Produttore: Pietro Valsecchi
Produzione: Italia
Genere: Commedia
Durata: 86 minuti

Dove vedere in streaming Quo vado?

26 Marzo 2023 in Quo vado?

Buono per qualche risata veloce, un po’ meglio del film precedente.

le risate di checco / 8 Marzo 2018 in Quo vado?

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Checco mi ha sempre fatto ridere. Fin dalle sue canzoni a Zelig, il suo essere ingenuo e dire sempre quello che pensa mi piace proprio, e anche questa volta non si smentisce. Come anticipavo ho visto tutti i film usciti fin’ora di Checco Zalone e devo ammettere che sono proprio carucci. Non sono volgari e non hanno nulla a che vedere con i cine-panettoni Boldi/De Sica. Questa volta ci racconta della sua meravigliosa vita da dipendente pubblico e di come seppur a un certo punto gli vengano strappati via tutti gli agi di cui disponeva, lui non demorde e il posto fisso non lo molla. Anche a costo di venire spedito in giro per il mondo. In un miscuglio tragicomico assurdo ma non tanto, attualissimo e incredibile, ci mostra le differenze del nostro paese mediterraneo, ci mostra lati di un problema grave che affligge l’Italia da sempre e tra una risata e l’altra lascia un po’ di amarezza per la situazione. Lui è spiritoso e le battute sono vincenti. Non ci si sganascia dalle risate ma si ride dell’assurdità (o no?) di molti aspetti. E’ una critica molto interessante. Non si tratta del classico film comico. Mi ricorda per molti aspetti il buon vecchio Fracchia alias Fantozzi. In cui le sue disavventure nascondevano temi ben più profondi riveduti in chiave tragicomica. Ti divertivi e ridevi ma a pensarci bene alla fine ti rimaneva quel sapore amaro di un’Italia e i suoi problemi.

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6 / 8 Aprile 2016 in Quo vado?

Un’ora e mezza di risate amare e non. Quei cafoni che hanno gridato “il nuovo Sordi” , andrebbero menati dalla mattina alla sera , ma indubbiamente in questo film c’è lo specchio di una nazione che va totalmente alla deriva e Checco ha la straordinaria capacità o la straordinaria deficienza di farci ridere di gusto di queste nostre miserie umane , perché si sono le Nostre ,nessuno escluso , se ha totalizzato 65 milioni di euro , un italiano su 2 è un cogli**e patentato. Vorrei poter non vedere più film così, ma se mi tocca diventare vecchia sclerotica decrepita nella mia nazione , almeno so che grazie a Checco posso riderci su anche solo per un’ora e mezza

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Tranquillamente evitabile / 18 Marzo 2016 in Quo vado?

Un paio di mezze risate. Sono più interessanti i celati riferimenti, tipo Salvino.
Ennesimo film italiano che merita di essere visto solo gratis.

Ormai era scontato il risultato / 12 Marzo 2016 in Quo vado?

Film da record di incassi, Luca Medici (in arte Checco Zalone) torna con un altro film che sicuramente ha lasciato a bocca aperta le persone. Scelta inusuale la sua e di Gennaro Nunziante, che io lo chiamo “il suo angelo custode”, di narrare la storia con un flashback. Forse non ha funzionato al massimo, ma ha fatto molto piacere. È stata perfetta la rappresentazione della condizione lavorativa italiana, il famoso posto fisso. Una comicità che di questi tempi ormai non è più apprezzata è riuscita a far fiorire qualche sorriso allo spettatore. Un bel 7 se lo merita, di incoraggiamento

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