2016

Quo vado?

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Quo vado?
Quo vado?

La vita di Checco, single che odia qualsiasi tipo di impegno personale, è serena, poiché il suo sogno lavorativo si è avverato: da anni, infatti, l'uomo ha ottenuto un posto fisso in Provincia. Ma quando le Province italiane vengono abolite, tutto crolla: messo di fronte ad una scelta, il licenziamento o il trasferimento in un luogo particolarmente lontano, Checco non intende rinunciare all'amato posto fisso.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Quo vado?
Attori principali: Checco ZaloneEleonora GiovanardiSonia BergamascoLudovica ModugnoMaurizio MicheliPaolo Pierobon, Lino Banfi, Antonino Bruschetta, Azzurra Martino, Lilia Perno, Diego Verdegiglio, Giuseppe Ansaldi, Henrik Braekhus, Giustina Buonomo, Manuela Ventura, Luciano Montrone, Emmanuel Dabone, Kristine M. Opheim
Regia: Gennaro Nunziante
Sceneggiatura/Autore: Gennaro Nunziante, Checco Zalone
Produttore: Pietro Valsecchi
Produzione: Italia
Genere: Commedia
Durata: 86 minuti

le risate di checco / 8 Marzo 2018 in Quo vado?

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Checco mi ha sempre fatto ridere. Fin dalle sue canzoni a Zelig, il suo essere ingenuo e dire sempre quello che pensa mi piace proprio, e anche questa volta non si smentisce. Come anticipavo ho visto tutti i film usciti fin’ora di Checco Zalone e devo ammettere che sono proprio carucci. Non sono volgari e non hanno nulla a che vedere con i cine-panettoni Boldi/De Sica. Questa volta ci racconta della sua meravigliosa vita da dipendente pubblico e di come seppur a un certo punto gli vengano strappati via tutti gli agi di cui disponeva, lui non demorde e il posto fisso non lo molla. Anche a costo di venire spedito in giro per il mondo. In un miscuglio tragicomico assurdo ma non tanto, attualissimo e incredibile, ci mostra le differenze del nostro paese mediterraneo, ci mostra lati di un problema grave che affligge l’Italia da sempre e tra una risata e l’altra lascia un po’ di amarezza per la situazione. Lui è spiritoso e le battute sono vincenti. Non ci si sganascia dalle risate ma si ride dell’assurdità (o no?) di molti aspetti. E’ una critica molto interessante. Non si tratta del classico film comico. Mi ricorda per molti aspetti il buon vecchio Fracchia alias Fantozzi. In cui le sue disavventure nascondevano temi ben più profondi riveduti in chiave tragicomica. Ti divertivi e ridevi ma a pensarci bene alla fine ti rimaneva quel sapore amaro di un’Italia e i suoi problemi.

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6 / 8 Aprile 2016 in Quo vado?

Un’ora e mezza di risate amare e non. Quei cafoni che hanno gridato “il nuovo Sordi” , andrebbero menati dalla mattina alla sera , ma indubbiamente in questo film c’è lo specchio di una nazione che va totalmente alla deriva e Checco ha la straordinaria capacità o la straordinaria deficienza di farci ridere di gusto di queste nostre miserie umane , perché si sono le Nostre ,nessuno escluso , se ha totalizzato 65 milioni di euro , un italiano su 2 è un cogli**e patentato. Vorrei poter non vedere più film così, ma se mi tocca diventare vecchia sclerotica decrepita nella mia nazione , almeno so che grazie a Checco posso riderci su anche solo per un’ora e mezza

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Tranquillamente evitabile / 18 Marzo 2016 in Quo vado?

Un paio di mezze risate. Sono più interessanti i celati riferimenti, tipo Salvino.
Ennesimo film italiano che merita di essere visto solo gratis.

Ormai era scontato il risultato / 12 Marzo 2016 in Quo vado?

Film da record di incassi, Luca Medici (in arte Checco Zalone) torna con un altro film che sicuramente ha lasciato a bocca aperta le persone. Scelta inusuale la sua e di Gennaro Nunziante, che io lo chiamo “il suo angelo custode”, di narrare la storia con un flashback. Forse non ha funzionato al massimo, ma ha fatto molto piacere. È stata perfetta la rappresentazione della condizione lavorativa italiana, il famoso posto fisso. Una comicità che di questi tempi ormai non è più apprezzata è riuscita a far fiorire qualche sorriso allo spettatore. Un bel 7 se lo merita, di incoraggiamento

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Bravo Banfi… / 3 Febbraio 2016 in Quo vado?

La cosa che mi lascia senza parole è che questo film ha il record d’incassi. Questo fa molto capire quanto il popolo italiano abbia voglia di “non pensare” lasciandosi trasportare dagli eventi, dalla vita e dalle decisioni deglii altri… Dal sopravvivere (parola che ODIO!!!)… Un film che non da nulla. Lo zero assoluto. Battute ormai scontate. Se avete già visto uno solo dei tre precedenti sapete già quasi ogni battuta.
Checco Zalone a me piace al pianoforte o nelle sue partecipazioni nei programmi ma personalmente nei suoi film proprio non va. Ripetitivo, noioso, scontato. Un’ora e mezza non si riesce a reggere. Poi se vogliamo dirla tutta: caro Checco… Cambia repertorio. Non puoi rimanere a fare sempre le stesse cose. Tutti i comici dopo il grande successo provano altre cose, con fallimenti o grandi successi. Tu non puoi rimanere attaccato al solito personaggio…
Invece devo riconoscere una perfetta e azzeccata partecipazione del buon Lino Banfi (che non ho mai amato…); veramente bravo e perfetto nei suoi piccoli ma mirati interventi.
Nel complesso… Film da evitare. Aspettate che lo passino in TV… Spenderci un solo euro è troppo.
Ad maiora!

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