Recensione su Pride and Glory - Il prezzo dell'onore

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22 Gennaio 2014

Il film parla di poliziotti.
Potrei fermarmi qui. E non perchè il film sia banale o superficiale, ma perchè parla proprio di questo, di poliziotti, e lo fa sotto molteplici punti di vista.
C’è il poliziotto che torna in strada dopo essersi leccato a lungo le ferite del passato dietro ad una scrivania e che ritrova subito il fiuto e la sicurezza di un tempo, c’è il leader che crede di sapere in che direzione va la sua squadra e quali ideali protegge, c’è il corrotto (anzi di corrotti ce ne sono diversi) che vede il distintivo come mera merce di scambio…Insomma, ci sono diversi tipi di uomini che, proprio perchè indossano tutti la stessa uniforme, diventano diversi tipi di poliziotti.
Il film non è male, forse pecca di eccessiva frettolosità in certi passaggi, magari ci impone qualche stereotipo qua e là, ma nel complesso riesce a raccontare bene la storia di ciò che si cela dietro le apparenze di un distretto di polizia e, soprattutto, di una famiglia.
Non spoilero nulla, ma vi assicuro che in questo film ciò che sembra difficilmente è.
Mi ha colpito molto la durezza con cui vengono raccontati i rapporti umani, familiari. Non c’è buonismo, non ci sono fronzoli, c’è solo la realtà, o almeno una parte molto amara della realtà.
Il film non conduce a facili generalizzazioni, bensì ci mostra una faccia della medaglia, facendoci però intravedere bene anche l’altra, quella di chi con onore porta il proprio distintivo e serve la sua comunità.
Non è un film contro una determinata categoria, ma è un film “contro” (almeno così l’ho visto io, non è che sia un film di protesta dichiarato) un determinato tipo di uomini, che non hanno valori ma guardano solo al “valore” di ciò che possono ricavare dalle loro azioni.
Se vi piace il genere (è un film drammatico del sotto genere criminale/poliziesco) il film non vi dispiacerà.
Non ho trovato particolarmente ispirate le interpretazioni degli attori, ma forse perchè gli sono stati affidati dei ruoli che si avvicinano all’immaginario comune nei loro confronti e, dunque, non hanno richiesto particolari immedesimazioni.

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