La 25a ora

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La 25a ora

Dopo essersela cavata per oltre dieci anni, lo spacciatore Monty Brogan si trova condannato a sette anni di carcere in seguito ad una soffiata anonima: questo è il racconto delle sue ultime 24 ore da uomo libero, durante le quali dovrà dire addio alla sua ragazza, ai suoi più cari amici, a suo padre, alla sua vita.
laschizzacervelli ha scritto questa trama

Titolo Originale: 25th Hour
Attori principali: Edward NortonPhilip Seymour HoffmanBarry PepperRosario DawsonAnna PaquinBrian Cox, Tony Siragusa, Levan Uchaneishvili, Misha Kuznetsov, Isiah Whitlock Jr., Michael Genet, Patrice O'Neal, Al Palagonia, Aaron Stanford, Dania Ramirez, Larissa Drekonja, Michole Briana White, Tony Devon, Vanessa Ferlito
Regia: Spike Lee
Sceneggiatura/Autore: David Benioff
Colonna sonora: Terence Blanchard
Fotografia: Rodrigo Prieto
Costumi: Sandra Hernandez
Produttore: Tobey Maguire, Jon Kilik, Spike Lee, Julia Chasman
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Poliziesco
Durata: 135 minuti

L’ora che non c’è / 15 Ottobre 2017 in La 25a ora

La 25 ora è l’ora della verità: scegliere se obbedire a ciò che la vita ha scelto per noi oppure scegliere di capovolgere il destino, diventando noi i padroni del nostro fato?
La prima scena è , in questo senso, una delle metafore più suggestive mai viste al proiettore: qualsiasi essere umano, seppur morente, alle strette e sofferente, merita di giocarsi le sue carte, insomma merita sempre di scegliere di vivere.
Se la vita ha voltato le spalle proprio a noi, perché non girarle intorno e prenderla di faccia? Non è detto che siamo noi errati, può anche essere che qualcuno sia stato più fortunato di noi (stavolta).
Spike Lee muove la cinepresa come il pennello di un pittore.
Ogni personaggio è come un olio su tela di Van Gogh. Ogni sfaccettatura indica un preciso stato d’animo, un emozione sopita che si lascia intravedere da uno sguardo, da una movenza, da un gioco (la palla antistress di Frank).
Il tratto comune è l’ipocrisia. Tutti sono ipocriti. Pensare una cosa, dirne un’altra e farne un’altra ancora: Frank con il suo capo in borsa, Jacob con la sua studentessa, “Nat” con Monty, Monty con se stesso.
Proprio come lei, la protagonista del famoso monologo “Fanculo”. La Grande Mela.
Ad un certo punto ci si chiede se forse è colpa sua? Ma in fondo no, è semplicemente la vita ad aver scelto ancora per tutti noi. Anche inevitabilmente per lei (Ground Zero).
A questo punto pensare di ricostruire il futuro dalle ceneri del passato è utopia. Dopo l’11 settembre, New York potrà mai essere di nuovo la stessa? Dopo la prigione, Monty potrà mai tornare quello di prima? Probabilmente no. Sicuramente no. È il presente che conta, il domani forse non ci sarà . Anzi, non c’è.

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Fantastico / 12 Giugno 2017 in La 25a ora

Ritmo un po’ lento ma vale la pena di vederlo fino alla fine, un altro grande film di Spike Lee

Edward Norton… una garanzia / 1 Luglio 2015 in La 25a ora

Monty Brogan, spacciatore di droga, dopo una soffiata anonima vive le sue ultime ore da uomo libero prima di passare i prossimi 7 anni in carcere. In queste ore cerca di capire chi è stato ma soprattutto vuole fare tutto il possibile per viverla al meglio.
La sua compagna, gli amici e il padre… Un giro di emozioni forti, violente e toccanti.
Il suo monologo contro il mondo ma soprattutto contro se stesso, la ricerca della verità, la paura della violenza che potrà subire in carcere ma su tutto il viaggio finale con il padre. Una vera perla… Bellissimo e toccante.
Gli errori si pagano… Sempre…
Tutti li pagano…
O li pagheranno…
“C’è mancato poco che non succedesse mai…”
Ad maiora!

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6 Febbraio 2015 in La 25a ora

Primo film di Spike Lee che vedo, 25th Hour è una gran bell’apertura sulla produzione di Lee, perchè mi è proprio sembrato di vedere una pellicola meritevole, giostrata magnificamente in ogni suo aspetto. La sceneggiatura è fluida, bella, equilibrata con ogni personaggio, caratterizzato a dovere e realisticamente mentre la mano di Spike Lee è vivace, dolce nei momenti giusti, attenta al tono di azioni e pensieri di ogni personaggio. Lo straniamento di certi passaggi è reso benissimo dall’uso del Dolly e queste sono tra le mie scene preferite, insieme al classico monologo di Norton allo specchio, bravo, dolorante, un uomo tormentato da sè stesso e dalle sue scelte. Il resto del cast non è da meno e anche le musiche sono sfarzose, il giusto accompagnamento ai personaggi e alle immagini della NY post-11 Settembre. Il finale poetico dà un senso di libertà e conclude su una nota sognante le pragmatiche vicende narrate.

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Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa / 3 Settembre 2014 in La 25a ora

Le ultime ore di libertà di Monty Brogan, uno spacciatore condannato a sette anni di carcere che lo separeranno per sempre dalla sua vita.
Spike Lee racconta con grande efficacia un viaggio lungo un giorno (in realtà è un tempo metaforicamente più lungo) attraverso amore, amicizia, tradimento, disperazione e sensi di colpa. Uno spaccato potente sulla fragilità che caratterizza l’essere umano e sul tema delle seconde scelte mancate.
Una regia lodevole, una colonna sonora malinconica e adatta all’atmosfera, e un Edward Norton pressoché perfetto abbelliscono e valorizzano una storia a cui vale la pena prestare occhi, orecchie, cuore e cervello.

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