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Recensione su Polyester

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Un nuovo Waters / 30 luglio 2015 in Polyester

Polyester è un po’ il film della svolta, con il quale Waters abbandona gran parte di quei toni dissacranti, esagerati e fortemente grotteschi che avevano caratterizzato fino a quel momento il suo cinema.
Quasi un tentativo di diventare più mainstream, direi. Una piccola rivoluzione che funziona.
In fondo il tono è sempre quello, un’esuberante presa in giro della tipica mentalità medio-perbenista del tempo, solo smorzato negli eccessi e nel desiderio di scandalizzare disgustando.
C’è di tutto in Polyester; uno sguardo satirico a temi quali l’aborto, l’alcolismo e le droghe, come anche una dissacrazione di quell’immaginetta tutta borghese della famigliola di provincia.
Divine (qui in un ruolo a lei/lui nuovo, insolito, quello della donna debole e sottomessa) è una casalinga frustrata. Lei tanto religiosa, costretta a sopportare le angherie di un marito traditore e gestore di un cinema porno, una figlia un po’ troppo libertina e un figlio drogato e pervertito.
Davanti alla bizzarria di Polyester si ridacchia, e degli eccessi di Mondo Trasho o Fenicotteri rosa in fondo non se ne sente la mancanza. Sono le prove generali. Il prossimo film sarà Hairspray

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