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Recensione su Pan - Viaggio sull'isola che non c'è

/ 20156.291 voti

Come Peter incontra Giacomo / 3 novembre 2015 in Pan - Viaggio sull'isola che non c'è

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Un film che reinterpreta i personaggi creati da Barrie non dunque un vero prequel del romanzo. La storia infatti ha luogo circa 40 anni dopo l’incontro di Peter e Wendy raccontato dallo scrittore, in piena seconda guerra mondiale e Peter è un orfanello in stile Dickens che viene portato suo malgrado all’isola che non c’è dove il perfido Barbanera (forse un esagerato Hugh Jackman) ha bisogno di manodopera per le sue miniere.
Tra gli altri schiavi della miniera spicca il giovane e intraprendente Jakob, un mezzo delinquente che lo aiuta a scappare e insieme si rifugiano nel villaggio indiano dove diventano subito amici di Giglio Tigrato la figlia del capo e insieme possono sconfiggere il terribile cattivo.
Un film per famiglie, lontano dallo stile Spielberg che faceva troppo l’occhiolino alla generazione pop-corn con corse mozzafiato e battutine divertenti (ma anche con giovani protagonisti forzatamente simpatici), un modo di ricreare la storia ma senza completarla. Fornisce molte informazioni sulle origini di Peter ma lascia in sospeso il rapporto con Uncino.
Non ho capito la necessità della canzone di presentazione del capitano Barbanera, ma tranquilli non si tratta di un musical, e non mi è piaciuta l’ambientazione del villaggio indiano che è diventato un mix tra Africa e Oceania cancellando completamente i nativi.
I ragazzini sogneranno di volare sul Jolly Roger e magari anche qualche adulto, il 3D questa volta non delude (anche se purtroppo si nota un troppo evidente errore nell’ingresso di Barbanera) e tutto fa presupporre che questo sia il primo di una nuova serie nella quale si spiegheranno altre cose, tutte ovviamente accadute prima dell’incontro con Wendy, ovvero il rapporto con Trilly ma soprattutto il giallo della mano di Uncino.

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