Recensione su Non essere cattivo

/ 20157.7214 voti

Ahò / 27 Settembre 2015 in Non essere cattivo

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Abbastanza palesemente, quel che rimane dei ragazzi di strada di Pasolini, dopo che li infili in uno shaker con mille droghe.
Ostia, anni ‘90. I protagonisti sono Vittò (Vittorio) e Cè (Cesare), best friends di borgata romanaccia, che vivono bighellonando di giorno e di notte strapippandosi qualsiasi cosa, spacciando al dettaglio, menando botte e così via. Ovviamente hanno tutti amici di quelli col nickname buffo, per cui ci sono anche il Lungo, il Corto (manca, ahimè, il Pacioccone, per un buco di sceneggiatura), il Grasso e il Brutto (Brù). Non esistono verbi all’infinito nominati per intero. Ma dove vuoi annà, vieqquà, lascia stà, ahò, bella fratè, piotta di qua, piotta di là, e potrei proseguì all’infinito ma de no mejò. Vivono di queste vite incredibili (nel senso che è incredibile non finiscano al Regina Coeli fin da subito) e parallele, con gli occhi sbarrati dalla coca e trip vari per la prima metà del film. Poi le rette divergono, Vittò conosce una tizia (Linda, che diventa ovviamente Lì) che je fa mette a capoccia a posto, comincia a lavorà, Cè continua a sbarellare da solo. Ci prova pure Cè, nei suoi rari momenti di lucidità (<– non è un verbo), ma è troppo matto e affamato di vita e inetto per farcela. Vittò ricade e si rialza, alternando debolezze a voglia di normalità. Cè praticamente solo cade, ma hey, erano i favolosi anni ‘90, c’era la miglior musica disco da ascoltare di notte su strade di periferia vuote. La declinazione romana del concetto di generazione perduta, dove si pennella un milieu sociale (cheffigo scrivere milieu) in cui tutto è perduto da principio, e allora la fai facile, a dire di non essere cattivo. Volevo infine indicare come, nei volti ed espressioni, i due sembrino Tiziano Ferro e Francesco Totti. Il regista è morto prima del termine delle riprese e Cè, e io figurati se me ne ero accorto, è l’attore che recitava il protagonista maschile e secchionissimo di Tutta la vita davanti, mostrando, nel passaggio e nel contrasto, una certa qual bravura.

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