Recensione su Sulla Via Lattea

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E nel fuoco scorre il latte / 14 maggio 2017 in Sulla Via Lattea

E’ ritornato Kusturica, dopo anni di silenzio, trasportando il suo gigantesco bagaglio di visioni , personaggi e animali esagerati . Ritorna la sposa, ritornano le mitiche oche, l’asino e i maiali, con l’aggiunta del falco pellegrino. Ci riporta gli animali domestici e quella natura che se la tratti bene o la ami , lei ti ripaga con lo stessa moneta. La natura in questo film si è arricchita prepotentemente degli elementi come aria, acqua , terra e fuoco. Il fuoco nemico, il fuooco introdotto dall’uomo per distruggere. Distruggere la natura domestica conosciuta , distruggere la vita.
Tutta la prima parte del film, è una carezza di benvenuto in cui gli elementi visionari del registra si dispiegano nella solita conosciuta e surreale ritmica, Nella seconda parte il registro narrativo cambia bruscamente , gli elementi surreali , con citazioni da Jean Vigò e Marc Chagall , riguardanti la sposa, si mischiano fortemente con scene di violenza non più surreale, ma un preciso richiamo a non dimenticare la violenta e disumana natura della guerra. Non lesina in bombe e fuoco. Non dimenticate ! Non dimenticate quella guerra! (dal 1992 al 1995) Continuano a ripetere le mine, in quella lunga fuga senza fiato negli acquitrini e fra i canneti di quella terra martoriata , La seconda parte è dura. Il personaggio , come un penitente , si converte? Chissà! cerca di farsi perdonare incarnando dentro di sè i mali del distruttore e come Sisifo traporta pietre , scalando la dura montagna di rocce, creando una terra desolata.

1 commento

  1. nadler / 18 maggio 2017

    Il vecchio Kusturica e’ sempre da vedere. Con una recensione cosi’ poi aumenta la voglia di andare al cinema… 🙂

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