Recensione su Madeinusa

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Tempo santo / 25 Aprile 2013 in Madeinusa

“Dicono che dietro le montagne ci siano solo montagne. Ma lo dicono per tenerci buoni, per non farci fuggire via. Questo villaggio ci imprigiona. Tutti. Per fortuna domani è Tempo Santo. Cristo morirà e non potrà vedere nulla. Non potrà giudicarci. E io, Madeinusa Machuca, sicuramente sarò la più bella vergine di Manayaycuna. Ma oggi non è ancora morto, è ancora appeso lì, sulla sua croce. E vede. Vede tutto. Vedrà che qui non c’è niente da fare, né come darsi da fare. Ci sono solo topi e pidocchi. E montagne, all’orizzonte. Tanta terra è così grande per niente. Ti scivolano gli occhi per non trovare qualcosa che li fermi. Forse per questo eravamo come eravamo: col corpo molle e fiaccati dalla mancanza di sogni, di speranze. Ma domani sarà Tempo Santo. E tutto sarà diverso. Forse”.

Bel film diretto da Claudia Lllosa, nipote del premio Nobel per la letteratura Mario Vargas Llosa. In Perù è stato considerato un film scandalo, la sua uscita è stata ostacolata in ogni modo possibile. Essendo però una coproduzione con la Spagna e Cuba, il film è passato in tanti festival latinoamericani, dove ha fatto incetta di premi. Ha vinto anche il premio Fipresci a Rotterdam.
È un film che non si dimentica, perché una tradizione simile, il tempo santo, è davvero qualcosa di allucinante, di perverso, di folle, una grottesca presa in giro del carnevale. Madeinusa, la bella ragazzina protagonista, incarna benissimo la realtà andina, sospesa com’è tra innovazione e tradizione.
Claudia Llosa ha poi girato Il Canto di Paloma.
qui la colonna sonora.

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