Recensione su Il discorso del re

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19 Aprile 2012

Rendere i reali più umani non è sempre facile. In generale entrare nelle vite di personaggi storici è impresa ardua che dà adito a interpretazioni controverse. Credo che per apprezzare questo film bisogna un attimo dimenticarsi chi è re Giorgio VI. Qui abbiamo Bertie e Lionel. Bertie ha un serio problema, balbetta, e ricoprendo una carica pubblica questo non può che influire sul suo operato. Lionel è un attore fallito che ha avuto la capacità di reinventarsi aiutando la gente a recuperare l’uso della parola. L’incontro di questi due uomini segnerà profondamente la vita dell’uno e dell’altro. I due personaggi maschili sono interpretati magistralmente da Colin Firth, un attore una garanzia, a mio parere, e Geoffry Rush, altro pezzo da 90. L’ambientazione è strategicamente perfetta, adatta alla storia raccontata: la nebbia che avvolge fitta Londra, gli ambienti oscuri e decadenti dello studio di Lionel o quelli ristetti della casa del duca di York, danno quell’idea di oppressione vissuta dal futuro re da tutta una vita. Non c’è da stupirsi di quello spiraglio di sole che si intravede alla fine del discorso famoso del re, simbolo della sua vittoria sulle balbuzie. Le musiche non fanno che da ottimo corollario.
Non ci sono sentimenti forti in questo film, d’altronde sono inglesi :-D, ma la storia coinvolge e raggiunge momenti decisamente toccanti. Un ottimo prodotto, dalla storia interessante come possono esserlo i retroscena della Storia. Oscar meritati. Bello.

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