Recensione su Il curioso caso di Benjamin Button

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8 Gennaio 2014

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il tempo attraversa inesorabilmente le vite degli esseri umani; non c’è modo di sfuggirgli. La vita è una continua lotta contro il tempo. Il tempo scorre sulle vite dell’uomo in un lento percorso che culmina con la vecchiaia. Tutti invecchiamo. Tutti lasciamo che il tempo scorra sul nostro corpo, sulla nostra anima, sulla nostra vita. Tutti meno uno. Benjamin è il suo nome. Benjamin è nato in circostanze singolari. Benjamin è diverso da ogni altro bambino. Ogni bambino affronta il tempo, lotta contro di esso ma poi invecchia. E’ inreversibile. Ma Benjamin è diverso. Benjamin sfida il tempo, lo inganna e lo capovolge. Benjamin è nato “vecchio”. Il tempo attraversa la vita di Benjamin in senso opposto al consueto , costretto a ringiovanire man mano che cresce , ripercorrendo a ritroso le fasi della sua evoluzione fisica. Viene colpito dall’alzaimer a soli due anni di vita e il suo viso si ricopre di acne a settanta. Ma durante la sua vita Benjamin compie le esperienze dovutegli dalla vita. Vuole conoscere il mondo, viaggiare, scoprire, imparare, incontrare nuove persone. Ma Benjamin non riuscirà mai a incontrare realmente qualcuno, perché l’età gioca a suo sfavore. Se non ci fosse Daisy. La loro storia si evolve a un ritmo particolare, fragile e perfetta come può esserla solo quella tra persone affini che si incontrano a metà strada, mentre l’una si incammina verso la vecchiaia e l’altro marcia verso la giovinezza. Puoi vivere una vita partendo dalla fine o dall’inizio: puoi accusare il peso della vecchiaia, l’indebolimento delle forze psico-motorie e osservare tutte e persone più care scomparire. Ma puoi vivere la vita dall’inizio, ignaro di ciò che ti circonda, privo della percezione delle cose del mondo. E’ allora non cambia nulla. E’ solo nella parte centrale della tua esistenza che la vita si manifesta completamente.

“Per quel che vale… non è mai troppo tardi, o nel mio caso, troppo presto per essere quello che vuoi essere. Non c’è limite di tempo, comincia quando vuoi… puoi cambiare o rimanere come sei, non esiste una regola in questo, possiamo vivere ogni cosa al meglio o al peggio. Spero che tu viva tutto al meglio, spero che tu possa vedere cose sorprendenti, spero che tu possa avere emozioni sempre nuove, spero che tu possa incontrare gente con punti di vista diversi, spero che tu possa essere orgogliosa delle tua vita e se ti accorgi di non esserlo, spero che tu trovi la forza di ricominciare da zero.”

Il film s’ispira al racconto di Francis Scott Fitzgerald “Il curioso caso di Benjamin Button”, ma David Fincher innalza un vero monumento alla vita, alla morte e soprattutto al tempo. Una regia perfetta ed equilibrata, accompagnata da una scenografia eccelsa e da una fotografia elegante e sublime. A tratti si ha l’impressione che Fincher sostituisca la sua cinepresa con un pennello e si ha l’impressione di ritrovarsi tra la cornice di un dipinto. La sua regia è elegante e molto semplicente, confacente alla linearità della storia. Riesce a esaltare i momenti più poetici, più delicati della storia, quali le scene di danza, le scene più romantiche, come gli incontri tra Benjamin e Daisy. Nonostante la sua semplicità, la regia di Fincher è da ritenersi superba. La regia è accompagnata dalla magistrale interpretazione di un Brad Pitt diverso, ora ottantenne, ora meno che ventenne. Diamo la giusta importanza al trucco e agli effetti speciali che hanno contribuito notevolmente nella pellicola, ma Brad Pitt in questo sceneggiato è a dir poco superlativo. Ogni inquadratura ti regala qualcosa; anche nel silenzio Brad Pitt riesce a comunicare con lo sguardo, con il sorriso. Accanto a Brad Pitt si affaccia la figura di una eterea e candida Chate Blanchett sempre più bella, sempre più elegante, offre al pubblico una magnifica interpretazione, sia essa giovane o vecchia, dolce, disillusa, forte e coraggiosa. Un cast di tutto rispetto.

“Non è mai troppo tardi per essere quello che decidi di essere”.

Con questa frase ecco svelato il messaggio di questa pellicola. Non importa se vivi la tu vita partendo dalla fine o dall’inizio. L’importante è il modo in cui vivi la tua esistenza. E non importano gli errori che compirai nel tuo percorso; non importa il tempo che impiegherai per capire chi sei; puoi decidere chi sei, cambiare idea il giorno dopo e ricambiarla ancora; non c’è un limite di tempo; ma se ti accorgi di aver sbagliato, di non aver ancora trovato la tua identità, l’importante è avere la forza di ricominciare da zero e vivere tutto dall’inizio.

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