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Mariti

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Mariti
Mariti

Dopo aver partecipato al funerale di un loro caro compagno, tre vecchi amici decidono di gustarsi un po' di libertà dalla loro routine famigliare e trascorrono qualche giorno in una piovosissima Londra.
paolodelventosoest ha scritto questa trama

Titolo Originale: Husbands
Attori principali: Ben GazzaraPeter FalkJohn CassavetesJenny RunacreJenny Lee WrightNoelle Kao, John Kullers, Meta Shaw Stevens, Leola Harlow, Gena Rowlands
Regia: John Cassavetes
Sceneggiatura/Autore: John Cassavetes
Fotografia: Victor J. Kemper
Produttore: Sam Shaw
Produzione: Usa
Genere: Drammatico
Durata: 131 minuti

Husbands/Mariti / 8 Aprile 2018 in Mariti

Cassavetes (a destra nella foto) esamina in modo geniale il tema della crisi di mezza età, ancora all’epoca poco risaltato, dipingendo una sorta di Buddy movie e spalancando un portone ad un intero filone. Qui però c’è poco di scanzonato e ogni secondo ci si trova sotto un velo trasparente di malinconia e sotto la consapevolezza di una a gioventù che non tornerà mai, un po’ come gli scherzi ubriachi nascondono verità sacre, come i sorrisi nascondono i pianti più amari, e come la voglia di vivere nasconde la paura di morire. Le avventure di Gus, Archie e Harry, innescate dalla morte di Stuart, con una sceneggiatura incredibile, una spontaneità degna di tre migliori amici e una regia intelligente (ottimo uso della macchina da presa, immobile, dedicata interamente sui loro visi ed emozioni) sono una visione libera e coraggiosa dentro la psiche umana, in cui la grandezza è che alla fine si è più stanchi ma non più saggi. 289* nella TSPDT top 2000 film di sempre.

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Pseudo cinéma verité / 26 Gennaio 2015 in Mariti

Con Cassavetes tutto appare reale, ma tutto è ricodificato. C’è la “sensazione del reale”, tutto risuona di primo acchito come un filmino amatoriale dove prevalgono i primi piani e i dialoghi sembrano srotolarsi lì, sul momento, senza finzione scenica. Ma c’è al contempo una esasperazione, un parossismo di questa realtà, quello che Roger Ebert definì pseudo-cinéma-verité (il mio critico preferito, con il quale difficilmente mi sono trovato in disaccordo; qui io sono più generoso di lui nella valutazione, ad esempio). Il trio di protagonisti è d’altissimo livello – e qui non nego la mia personale predilezione per Peter Falk – ed oltre a questo c’è sempre qualcosa di incantevole in questo cinema; un esempio, la sbronza collettiva con gara di canto al pub dopo il funerale (tutto ciò ricorda un po’ l’Ulisse di Joyce).
L’aria risulta un po’ appesantita dalla visione virocentrica di quegli anni, con un episodio di piccola violenza famigliare che rende davvero fastidioso il personaggio di Ben Gazzara.

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