Recensione su Grandma's Reading Glass

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G.A. Smith inventa la soggettiva / 5 ottobre 2015 in Grandma's Reading Glass

Tra le molteplici innovazioni che la Scuola di Brighton seppe apportare al cinema degli esordi, definendo quelli che diventeranno gli elementi fondamentali della grammatica cinematografica, vi fu anche la soggettiva, ossia l’inquadratura che mostra ciò che sta osservando uno degli attori presenti sulla scena (il suo punto di vista).
In Grandma’s reading glass, usando l’espediente della lente d’ingrandimento della nonna, vengono passati in rassegna alcuni degli oggetti presenti sulla scena (un giornale, un orologio, un uccellino in gabbia).
Smith replicherà tale idea in un altro film dello stesso anno, As seen through a telescope, in cui invece verrà mostrata la soggettiva di un voyeur che, con un telescopio, spia i passanti (si era in epoca vittoriana e lo spione verrà chiaramente redarguito dallo spiato con un buffetto, nella tipica funzione moraleggiante cui pure il cinema non poteva sottrarsi in quel periodo).
Entrambi i film presentano poi l’utilizzo del montaggio in funzione narrativa, con alternanza tra soggettiva e inquadratura principale.

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