Recensione su Giorni di tuono

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Si doveva far meglio / 4 agosto 2017 in Giorni di tuono

Un esperto team manager della NASCAR (Rober Duvall) ha lasciato lo sport dopo che l’anno precedente un suo pilota è morto in circostanze dubbie. Viene però convinto a vedere un talento proveniente dal mondo delle ruote scoperte, Cole Trickle (Tom Cruise). Ed è la prima parte, questa, la migliore del film, dove si costruisce il rapporto tra pilota e team manager, dove ci sono gli errori ma finalmente le prime soddisfazioni, e la sfida con il forte rivale Rowdy Burns (Michael Rooker). Peccato però che poi i due restino coinvolti in un incidente. Seguirà per il protagonista un lungo recupero e, purtroppo, una love story fine a se stessa con la neurologa che lo ha curato (Nicole Kidman), fino al rientro alle corse. Nel resto del cast abbiamo Randy Quaid, Cary Elwes e John C. Reilly. Niente male come nomi, però nessuno fa gridare al miracolo, e, come detto, la seconda parte, gare finale esclusa, è noiosa. Le sequenza di gara sarebbero anche buone per un film del ’90, però più che la NASCAR pare una gara di sfasciacarrozze dove in un giro (su un ovale oltretutto) si passa più tempo a tirarsi le botte o a picchiare nei muri. Poco credibile questo fatto. Un’occasione buttata, vero anche che fare film davvero belli sulle corse è cosa tutt’altro che facile…ma Tony Scott aveva il potenziale per fare molto meglio.

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