Recensione su First Love

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L’amore al tempo delle pallottole / 5 Aprile 2020 in First Love

Nella ricca filmografia di Takashi Miike, si possono riscontrare tracce di una violenza portata agli estremi, i cui caratteri parodistici ne riflettono una più labile efferatezza.
Un topos, di stampo fumettistico, che ha delineato il suo stile, nonché i caratteri dei suoi interpreti, del suo singolare dramatis personae. E First Love, crime urbano dall’accento thriller, ne è un vivido esempio.
Miike non abbandona le sue icone pulp, né i suoi stilemi nipponici; e quindi ci ritroviamo a che fare con Yakuza, katane, intrighi di potere e corruzione. E piombo, tanto piombo da sentire ancora l’eco dei proiettili.
La sceneggiatura firmata da Masa Nakamura risente di una certa celerità negli eventi, non coadiuvata da una profonda caratterizzazione dei personaggi, che Miike sembra quasi utilizzare per convergere l’attenzione sul racconto, non lasciando, però, all’angolo, la componente romantica, fulcro e nucleo emotivo della narrazione.
Si può quindi dire ( o scrivere ) che Miike, come Sion Sono, SABU o Takeshi Kitano ( per citare registi della stessa nazione ), a differenza di altri cineasti orientali, non sacrificano, per una maggiore fruizione del loro prodotto, gli elementi cardine della propria cultura, o della propria e personalissima visione.

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