2010

13 Assassini

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13 Assassini
13 Assassini

L'ascesa al potere di Naritsugu, ad un passo dal divenire shogun, preoccupa il ciambellano dell'attuale governatore militare. Il grado di parentela tra lo stesso Naritsugu e lo shogun (sono infatti rispettivamente fratello minore e maggiore) sembra segnare la futura inevitabile successione al comando. L'indole del giovane, spietata e sadica preoccupa per le conseguenze di instabilità che sicuramente porterebbe alla regione, ed è per questo che l'unica soluzione sembra l'eliminazione fisica del feroce Naritsugu. E' lo stesso ciambellano che inizia il reclutamento di Shimada Shinzaemon, un saggio samurai al quale viene affidato il compito di organizzare la missione. Iniziano i preparativi per una missione che può sicuramente definirsi un azzardo, ma che i valorosi samurai bramano più di ogni altra cosa dopo un tempo di inerzia troppo lungo.
cicos ha scritto questa trama

Titolo Originale: 十三人の刺客
Attori principali: Koji YakushoTakayuki YamadaYusuke IseyaGorô InagakiKazue FukiishiHiroki Matsukata, Tsuyoshi Ihara, Ikki Sawamura, Arata Furuta, Sousuke Takaoka, Seiji Rokkaku, Kazuki Namioka, Kôen Kondô, Yuma Ishigaki, Masataka Kubota, Masachika Ichimura, Kôshirô Matsumoto, Masaaki Uchino, Ken Mitsuishi, Ittoku Kishibe, Mikijiro Hira, Mitsuki Tanimura, Takumi Saito, Shinnosuke Abe, Meguru Katô, Kazutoshi Yokoyama
Regia: Takashi Miike
Sceneggiatura/Autore: Daisuke Tengan, Kaneo Ikegami
Colonna sonora: Kôji Endô
Fotografia: Nobuyasu Kita
Produttore: Minami Ichikawa, Toichiro Shiraishi, Jeremy Thomas, Toshiaki Nakazawa
Produzione: Giappone, Gran Bretagna
Genere: Orientale, Azione
Durata: 141 minuti

La vacuità dell’onore / 17 Maggio 2017 in 13 Assassini

Il mio primo Miike, un gran bel film di frecce e katana, avvincente e sanguinolento, ispirato palesemente ai 7 samurai di Kurosawa. Si fondono i toni della commedia figlia del teatro nō, soprattutto con la presenza di maschere buffe come il toshiromifunesco anti-samurai Yūsuke Iseya, le atmosfere da vecchia pellicola di arti marziali degli anni ’70 nonchè una vaga sfumatura horror in alcune rappresentazioni della menomazione fisica e della crudeltà. E’ nondimeno interessante la morale pacificamente nichilista del film, che nel rigurgito finale della violenza più esasperata decreta la vacuità dell’onore e l’irresolutezza della vendetta. Alcuni movimenti di macchina del pluri-elogiato regista giapponese sono effettivamente ammalianti, rivelando un grandioso talento immaginifico.

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Troppa sangue e poca qualità a parte la scenografia / 30 Gennaio 2017 in 13 Assassini

Chiaramente si tratta di un film molto violento, nella prima parte non si combatte per nulla, ma si pongono le basi per la seconda parte dove invece sono botte in quantità…quindi nella prima parte i dialoghi hanno una maggiore rilevanza, ma in questo tipo di film di solito sono un punto debole ed infatti nella mia valutazione pesano negativamente nonostante si nota lo sforzo di dare una valenza anche alla sceneggiatura. Nei combattimenti pensavo di vedere più arti marziali invece più che la qualità il regista ha puntato alla quantità dei combattimenti forse per far sentire lo spettatore partecipe dei combattimenti stessi e in questo credo ci sia riuscito. Un grosso contributo lo da l’ambientazione e la cura delle scene e dei personaggi… che sembrano tutti uguali…almeno io ho avuto difficoltà a distinguerli durante i combattimenti. Un parere personale è che la scena della donna mutilata se la potevano risparmiare…è più da film horror: chi si approccia a questo film immagino sia per il desidero di vedere un film di azione non dell’orrore.

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Massacro totale. / 13 Maggio 2014 in 13 Assassini

Epico, potente, lucidissimo.
Il samurai western di Miike mi ha conquistata inesorabilmente con un impatto visivo ed una forza narrativa di stampo “classico”, caratteristiche ben misurate nonostante gli eccessi del caso: eroi senza macchia, l’onore sopra ogni altro principio, psicopatico sadico da manuale.
Dettagli d’ambiente strepitosi, con un’attenzione maniacale dedicata alla rappresentazione della stratificazione della complessa società militare nipponica di epoca Tokugawa, particolari di costume sopraffini (i volti quasi spaventosi delle donne d’alto rango, coperti di biacca, con le sopracciglia depilate, con i denti anneriti, celebrati da Tanizaki Jun’chiro nel suo Libro d’ombra!), caratterizzazioni desunte pari pari dalla tradizione orale e teatrale del Giappone (penso a Kiga, il cacciatore delle montagne, per esempio).
Di grande forza emotiva, quasi orrorifica (arti amputati, occhi che grondano lacrime di sangue), la sequenza in cui la “contadina senza nome” chiede vendetta.

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E’ giunta l’ora di morire per la nostra causa. / 24 Luglio 2013 in 13 Assassini

Tremendo appassionato dello splatter e della violenza spettacolare, come un Tarantino del Sol Levante, Takashi Miike ha dovuto accantonare per 13 Assassini i suoi marchi di fabbrica, per attenersi allo stile più classico dell’omonimo film di Eiichi Kudo, di cui la sua versione è un remake a colori.

Il lungo prologo racconta il contesto di riferimento e tutto ciò che bisogna sapere sui samurai e l’oriente (le solite menate: il codice d’onore, il culto del suicidio, patemi&pipponi etc) e presenta uno ad uno i personaggi e le loro peculiarità, da cui nasceranno senz’altro simpatie particolari (io tiferò sempre e soltanto Shinrouko, interpretato da Takayuki Yamada, che in Crows Zero, sempre di Miike, ricopriva il ruolo del mio amato Serizawa ♥) …anche se stare dietro a tutti ‘sti nomi giapponesi buttati lì a raffica non è cosa da tutti. Ma sorvoliamo. Con due appunti si risolve il problema.

Tutta la lunga prefazione storica/sociale serve come preparazione per l’azione finale. Il punto di svolta del film, il momento tanto atteso in cui 13 uomini dovranno battersi contro l’esercito nemico, di numero ben superiore (non è spoiler, è tutto nel trailer). Ma a dir loro conta la “qualità” e non la quantità del personale. Sarà…

Miike supera se stesso ed inscena con maestria una battaglia sanguinosa, dove il diluvio di sangue non è gratuito o esagerato. Tutto è calibrato a dovere. E l’ingegnoso piano del gruppetto di samurai non potrà che sbalordirvi. E gasarvi, date le centinaia di spadate che partiranno a destra e a manca!

L’immagine si ciba di adrenalina e azione, dimostrando ancora una volta che Takashi Miike si merita tutta la fama di cui gode il suo nome.

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20 Dicembre 2012 in 13 Assassini

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

E poi perché nessuno come me è entusiasta per un capolavoro coi samurai fatto da Takeshi Miike, il superregista del pulp e immondo japu, in una delle sue opere più serie? Perché? E poi ho un’altra domanda, ma è possibile trovare una ragazza che me la dia e che venga con me a vedere il film coi samurai (non nello stesso tempo, dico)? Questo mi domandavo, mentre assistevo sbavando alle gesta dei miei già 13 assassini preferiti. Bella lì, e mi rispondevo di no. Nessuno mi capisce 🙁 Dunque, la storia si apre con un simpatico harakiri, per far capire l’antifona, siamo nel fichissimo medioevo giapponese, che si colloca temporalmente nonsoquando, ma in cui un principe malvagio, tipo fratello dello shogun, imperversa a compiere efferatezze e a turbare la pace del regno. Lo shogun se ne lava le mani, un consiglio di saggi decide allora, per il bene della nazione, di affidare ad una piccola spedizione guidata da un samurai (oh, i nomi col ca**o che li ricordo, chiamiamolo Gimmi XD) il compito di eliminare il maligno (che intanto continua a tagliare teste di famiglie nobili, stuprare, robe così). Gimmi mette insieme un gruppo di altri 11 samurai, pronti a morire per la missione. Decidono di precederlo in un villaggio, fortificarlo e poi aspettare il principe con la sua scorta di 200 uomini. Nel bosco si unisce a loro un ladro. Basta, nello scontro, che dura, non so, ore, anni, è epico, ricorda i finali di A better tomorrow, anche se lì usavano le pistole (ma che vi parlo a fare? Sono anni che dico di vedere A better tomorrow e ancora non l’avete visto U_U), ne uccidono 70 con gli esplosivi, e poi ne restano 10 a testa. Una carneficina (massacro totale XD), danza nelle vie costellate di spade del villaggio in disfacimento, inseguimenti, gara a eliminazione. Tra il western di Peckinpah e Kurosawa, Miike ci si è messo stavolta serissimo (ci sono film in cui frigge la gente nel tampura o come si scrive, per intenderci) a fare credo il suo film migliore (e sticazzi di nuovo, tanto io solo tre ne ho visti XD). Il suo cattivo ha invece i caratteri di malvagità sfrenata e sadismo presenti anche negli altri film, il principe gode nel dolore e prima di morire in una pozza di sangue causa katana ringrazierà Gimmi, per avergli offerto la giornata più divertente della sua vita. Solo non ho capito perché il ladro a un certo punto muore e alla fine se ne va saltellando, di 213 persone che iniziano la battaglia ne restano vive 2.
Non affermo che le uccisioni si vedano tutte ma se anche fosse non mi stupirei XD

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