?>Recensione | Django | Uno spaghetti western al tavolo 4.

Recensione su Django

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Uno spaghetti western al tavolo 4. / 17 gennaio 2013 in Django

“Ford aveva John Wayne, Leone aveva Clint Eastwood, io ho Franco Nero.”
-Sergio Corbucci-

Molti di voi andranno a vedere Django Unchained stasera, alcuni hanno prenotato i biglietti nel 1998, altri hanno persino messo tra il loro nome e cognome il titolo del film, altri rimarranno a studiare o dormiranno aspettando la prossima settimana per gustarselo senza folla o bimbominchia. Intanto vorrei proporvi la pellicola che lo ha ispirato. Lo conoscete tutti, Django con Franco Nero. La pellicola è un ottimo spaghetti western, diretto da Corbucci (Sergio poiché c’è anche l’altro ovvero Bruno). Franco Nero indossa la parte di Django come un modello indossa un ca**o di gessato. E’ perfetto.
Occhi profondi come l’Oceano e del colore del mare, sguardo tenebroso e triste allo stesso tempo, portamento forte e pericoloso, il tutto condito di un sentimento fra l’ira ed odio.
Django deve vendicare la morte della moglie.
Ma chi è Django e che cosa nasconde il suo passato?
Django è un reduce di guerra e si trova nei pressi di un piccolo paese al confine tra Messico e Stati Uniti.
La legge dell’occhio per occhio è quella che regna ma Django è un abile pistolero, un micidiale soldato che non si fermerà ad uccidere soltanto con l’immancabile pistola. Userà anche una gatling (arma della foto).
In questa pellicola la violenza se la comanda, neanche al decimo minuto vengono fatti fuori una quarantina di individui. Infatti dopo aver salvato una donna da una poco nota setta finto-moralista, si troverà proprio a fronteggiarli.
Abbiiamo detto vendicare la moglie, ella infatti venne assassinata dal fanatico maggiore Jackson, comandante della setta ultra razzista. Il fatto è che uccidere Jackson non porterà la sua donna in vita, quindi perché no? Prendiamo sia la borsa (l’oro) che la vita (la sua morte). Ecco che stringe l’alleanza con Hugo Rodriguez, egli non è il trisnonno di Belen né quello di Robert, egli è un ambiguo generale messicano cui aveva salvato la vita nelle puntate precedenti. Naturalmente, ci saranno dei colpi di scena oltre al fatto che a Django spezzano le mani. Attenzione, questo non lo fermerà tanto da rendere unico e abbastanza misterioso il finale. Se la pistola può contenere sei colpi, il settimo colpo chi lo spara ?
Note del Don.
Uno dei western che il mondo ci invidia, dagli Usa al Giappone (da visualizzare la pellicola Sukiyaki Western Django-スキヤキ・ウエスタン ジャンゴ- di Miike in collaborazione con Tarantino).
DonMax

6 commenti

  1. Stefania / 17 gennaio 2013

    Visto quand’ero praticamente in fasce, insieme ai “Ringo” con Giuliano Gemma: per l’occasione, dovrei ri-dedicarmici, in effetti…

  2. e pensa che corbucci avrebbe voluto girarlo tutto immerso in un paesaggio nevoso (cosa che gli riuscirà poi con il bellissimo il grande silenzio), ma impossibilitato dalla produzione rimediò, grazie allo scenografo, per il suo opposto, ed immerse tutto in mezzo al fango…
    GENIOOOOOOOO!!!!

  3. DonMax / 17 gennaio 2013

    Non mi ha messo la citazione o.O

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