Recensione su I figli degli uomini

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Brexit degeneration / 2 Ottobre 2016 in I figli degli uomini

Capolavoro che si ascrive al filone post-apocalittico, grandioso sotto tutti i punti di vista tecnici; la fotografia umida e fredda di Lubezki, la colonna sonora, l’ambientazione desolante, il cast dove secondo me emergono Clive Owen, Michael Caine e Pam Ferris, e non ultima la regia di Cuaròn che nelle scene più dinamiche fornisce esercizi magistrali d’inquadratura (si veda l’assalto finale al palazzo fatiscente, con stille di sangue sfocate sullo schermo). Ma è anche la storia in sè ad avere qualcosa di premonitore – una Gran Bretagna chiusa mentre il mondo muore, una Brexit degeneration – e in qualche modo terapeutico; lo sguardo dei militari al passaggio della bambina è qualcosa che rimane impresso. Memorabile la scena in cui in una fuga concitata la piccola passa nelle mani della zingara Marika, la quale per un attimo scompare fuoricampo e allo spettatore – come alla madre in ansia – scatta immediatamente il pregiudizio sugli “zingari che rubano i bambini”. E invece la zingara è uno dei personaggi più eroici e positivi del film, e finalmente, e vivaddio! alla faccia di quell’ insopportabile antigitanismo che insozza ancora la nostra società. Bravo Cuaròn!

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