2017

Borg McEnroe

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Borg McEnroe
Borg McEnroe

Il 5 luglio 1980, a Wimbledon, si è giocata una partita che ha fatto la storia del tennis. La sfida tra lo svedese Bjorn Borg, vincitore consecutivo di quattro Wimbledon, e il micidiale mancino inglese John McEnroe ha dato vita ad un lunghissimo tie-break entrato negli annali.
Stefania ha scritto questa trama


Produzione: Svezia, Danimarca, Finlandia
Genere: Drammatico, Storia, Sport, Biografico

Il voto sarebbe un 7.5 / 16 Luglio 2018 in Borg McEnroe

Ottimo film che si concentra principalmente sulla sfida tra i due tennisti a Wimbledon nel 1980.
Bjorn Borg (l’ottimo Sverrir Gudnason) ha 24 anni ma è già un affermato campione di tennis; ha vinto il torneo di Wimbledon quattro volte e si appresta a cercare di vincerlo per la quinta volta consecutiva.
John McEnroe (Shia LaBeouf meno convincente ma comunque bravo) è l’emergente con buon talento che cercherà di contrastare Borg nella vittoria del titolo.
Borg è apparentemente freddo, quasi un robot che non fa trasparire emozioni; McEnroe è ribelle, in perenne litigio con arbitri e spettatori.
Ma il film svela che i due non sono così distanti; da giovane Borg aveva frequenti scatti d’ira, però grazie al suo mentore e allenatore Bergelin (un buon Stellan Skarsgard) riesce a incanarli, come una pentola a pressione che si tiene tutto dentro (sperando che prima o poi non scoppi).
Il film si sofferma maggiormente su Borg, proprio come l’attenzione di tutti per Wimbledon 1980; era lui sotto i riflettori della stampa di tutto il mondo a quell’epoca. Amato da tutti o quasi mentre McEnroe, per le sue esplosioni di rabbia, era praticamente malvisto e odiato.
I due tennisti sono a tratti odiosi; quando Borg rischia di allontanare allenatore e la fidanzata Mariana Simionescu (Tuva Novotny), mentre McEnroe rischia di perdere un amico che però gli darà un prezioso consiglio.
Ci si concentra maggiormente sulle pressioni e sulla vita fuori dal campo; gli incontri sono il succo dell’ultima parte che culmina con la spettacolare finale che tutti aspettavano con i due protagonisti.
Dopo Rush, un altro ottimo film sportivo che svela alcuni lati oscuri dei campioni di tennis.

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Docufilm… poteva essere meglio / 28 Dicembre 2017 in Borg McEnroe

Le aspettative erano elevate ma poi vedendolo un po’ di delusione rimane.
Non decolla mai.
Due personaggi totalmente diversi che si contendono il trofeo più ambito.
Ma come analisi dei personaggi non riesce mai a prenderti veramente.
Tutto molto leggero e poco interessante. Lento e spesso noioso.
Per una sfida così epica forse potevano fare molto di meglio.
RUSH insegna…
Ad maiora!

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Ed è Tennis / 9 Dicembre 2017 in Borg McEnroe

Io non conosco molto bene il tennis e non ho visto la famosa finale del 1980, quindi il film per me è stata tutta una scoperta. Grazie a Questo me lo sono anche visto volentieri però, non ho vissuto tutta questa palpitante azione, e credo che questa sia una pecca del regista. Insomma, era molto più d’azione “Wimbledon” con Paul Bettany! (Film che ho anche in dvd).
Manca anche una spiegazione delle regole del tennis, e in alcuni punti la partita è incomprensibile. Meglio in questo “invictus” di Eastwood.
Gli attori sono bravi, anche se ogni volta che vedevo Bjorn desideravo fosse Tom Hiddleston ad interpretarlo. Ma quello mio gusto personale. 😛
Carino, nulla più.

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Palpitante / 19 Novembre 2017 in Borg McEnroe

Soprattutto per quel che riguarda la sfera privata, non so se le cose siano andate esattamente così (pare che i veri Borg e McEnroe non siano stati consultati approfonditamente e, comunque, c’è di mezzo la natura di per sé fallace dell’adattamento biografico, ecc. ecc.), ma il film di Metz mi è piaciuto molto.
La messinscena della famosa finale di Wimbledon del 1980 è davvero palpitante.

Se Rush di Ron Howard ha saputo raccontare bene la rivalità di due campioni dell’automobilismo con un dinamismo visivo e narrativo notevole, Metz è riuscito a fare altrettanto con due del tennis (non a caso, un’altra disciplina sportiva individuale), rappresentando bene il parallelismo vita-gioco, palleggiando bene da una sponda all’altra, assimilando e manipolando in maniera equlibrata gli schizzi psicolabili delle due star della racchetta, provando a dimostrare quanto fossero (siano?) simili, a dispetto delle apparenze.

Una grossa pecca, a parer mio, è costituita dalla rappresentazione dell’ottusità della stampa e del pubblico: non nego che gli organi di informazione e i tifosi non si comportassero (e non si comportino così), ma la stolidità quasi bovina di questi due “personaggi” mi è sembrata abbastanza banale.

Impressionante l’attenzione ai dettagli (i capelli di Borg sotto la fascia di spugna!), bravi gli attori protagonisti. Nota: se LaBeouf non è particolarmente somigliante a McEnroe, Gudnason è spaventosamente simile al ventiquattrenne Borg (logo della Fila sulla tuta a parte).

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