Recensione su Arancia meccanica

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“I’m singing in the rain…” / 22 Maggio 2012 in Arancia meccanica

Combattere la violenza, che è parte integrante di Alex e della società, con l’innovativo programma di rieducazione, il trattamento Ludovico, che, di fatto, toglie al nostro protagonista la possibilità di scegliere. Lo costringe ad essere inoffensivo. Alex le prende. Le prende di santa ragione. E non può nemmeno difendersi.
E’ questo il succo di Arancia Meccanica: nel momento in cui un uomo non è più in grado di scegliere, allora cessa del tutto di essere un uomo.
Il libro di Burgess è superiore, lo devo dire, ma comunque ho dato un otto alla pellicola di Kubrick, perché è ben fatta. Ci sono delle scene che ti impediscono di distogliere gli occhi dallo schermo; coinvolgenti e angoscianti. Insane, persino. Disturbanti. Ma è giusto che siano così, altrimenti il film non avrebbe quella forza che lo caratterizza. E’ un vero tour de force di musica e parole in grado di sedurre chi guarda.
Ottimo l’attore che interpreta Alex (il doppiaggio in italiano non sempre, va beh).

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