Recensione su Anime nere

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10 ottobre 2014

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Su e giù per l’Europa, con base a Milano, se la spassa questo gruppetto di calabrehesi della ‘ndrangheta, guasconi e a proprio agio a stringere patti con narcotrafficanti internazionali più o meno placidi, rimbalzando tra capitali varie cosmopolite e turbocapitalistiche; cioè dove vanno tutte le peggio persone. La loro base è Milano, dove vivono Luigi, il capo, e il fratello Rocco, la faccia pulita della famiglia, che si occupa di riciclare nell’edilizia il denaro zozzo, ha una moglie milf (la Bobulova, che non ricordo ma l’ho già sentita), una bambina gnegne e una casa tutta lucida ed elegante. Invece Luigi vive… è bello perché ormai tutti quelli che mostrano Milano luogo di perdizione mostrano la skyline del palazzo dove lavoro io. Per cui io, se guardassi con un binocolo dalla finestra, vedrei dei malavitosi calabresi che scopano prostitute a gogo. Damn! Meanwhile al paese, sta il terzo fratello e maggiore, Luciano, il quale schifa i metodi della famiglia e se la vivrebbe tranquillo con le capre sue. Purtroppo ha un figlio adolescente (eh oh capita), Leo, idiota non come tutti gli adò, di più, il quale innesca una dapprima sotterranea ma traboccante guerra tra famiglie. E dai e dai, Luigi e Rocco scendono, intenzionati a farsi valere alleandosi con la terza famiglia del paese. Ma Luigi viene ucciso. Eccetera. Forte è la dicotomia tra le città del nord scintillanti di vetri e riflessi e acciaio, da un lato, e il paese di provenienza dall’altra. Lì tutto è rimasto uguale, le case come roccia su roccia appoggiata, son tutti caprai e non c’è niente; però, essendo pieno di famiglie malavitose, è percorso in ovunque da audi e bmw enormi e nere e coi vetri oscurati. Bell’ambientino. Si percepisce il destino e l’ineluttabilità della vicenda, che nessuno sa o può fermare. Se non accettando di aprire dighe di sangue da una parte e dall’altra, dove la scelta si riduce ad essere tra quel che procura meno disperazione. Le azioni degli uomini, questi uomini, abituati a vivere su di un registro almeno doppio nell’ambiente criminale e soprattutto al loro paese, sempre sottintendono reticolati di intenzioni nascoste, messaggi cifrati e significati secondari che gli avversari del momento sapranno cogliere. Sono forte. Sono debole. Sto per schiacciarti. L’umanità del singolo scompare dinnanzi alla forza della tradizione. Se ne delinea una geografia delle alleanze e forze che cambia come la superficie di un lago con un geyser sotto. Questo rende le loro esistenze brillanti e pericolose, e conseguentemente affascinanti, e come il carbone nere.

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