Recensione su Nightmare 3 - I guerrieri del sogno

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Un capolavoro a metà / 24 Ottobre 2019 in Nightmare 3 - I guerrieri del sogno

Vero prosecutore del primo capitolo di Wes Craven, Nightmare 3 mi ha lasciato con l’amaro in bocca per il potenziale sprecato. È un film che fa tanto, ma che avrebbe potuto fare molto di più, facendo di meno. Dopo una prima parte praticamente perfetta che mi aveva convinto della superiorità di questo terzo episodio rispetto ai suoi predecessori (addirittura migliore del primo), ho dovuto ricredermi quando il film ha preferito strafare, tinteggiandosi di fantasy, catapultandomi per qualche istante a Oz o nella fabbrica di Willy Wonka. Sarà una mia impressione, ma ho notato un palese divario tra l’atmosfera della prima e della seconda parte, talmente netto che non riesco neanche a dare un giudizio concreto perché mi sembra di aver visto due film diversi. Ripeto che ho trovato la prima parte perfetta, ben studiata, curata, con uno stile maturo e capace di trasmettere quelle sensazioni che a quanto pare solo il primo film è riuscito a mantenere vive per tutta la durata della pellicola. Poco dopo la metà, i nostri eroi si uniscono per combattere il cattivo, ognuno con i propri superpoteri in stile power rangers (anche un po’ punk perché siamo negli anni ’80). È un’ottima scelta quella di far sì che, esattamente come Krueger ne è capace, anche il sognatore possa sfruttare l’irrealtà del sogno, ma non con questa modalità che a mio avviso valica i confini del genere horror, prendendo un andamento più leggero e grossolano, smorzando tensione e angoscia. Avendo un giudizio troppo oscillante, non riesco a dare un voto.

Suggestiva la presenza della suora, lodevole l’ambientazione nell’ospedale psichiatrico che è riuscito a non farci sentire nostalgia di Elm Street, molto brava l’Arquette e che bello il ritorno di Nancy Thompson.

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