Adieu Jeanne Moreau, signora del cinema francese

L'attrice si è spenta a Parigi, a 89 anni. In oltre 60 anni di carriera, la Moreau ha lavorato con alcuni tra i più grandi cineasti del mondo, diventando icona della Nouvelle Vague grazie a Truffaut e Malle.

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ADDIO A JEANNE MOREAU

L’attrice Jeanne Moreau è scomparsa stamane, a Parigi, all’età di 89 anni.
“Ogni volta che me la immagino a distanza, la vedo che legge non un giornale ma un libro, perché Jeanne Moreau non fa pensare al flirt ma all’amore”. Così diceva con affetto François Truffaut, parlando della Moreau, uno dei volti femminili più enigmatici dell’intero cinema francese.

SEGRETAMENTE ATTRICE

“Ascensore per il patibolo” (1958)

Nata a Parigi il 23 gennaio 1928, figlia di una ballerina del corpo di ballo di Josephine Baquer e di un ristoratore, la Moreau ha iniziato a lavorare in teatro in segreto, durante gli anni dell’occupazione tedesca della Francia, senza rivelare in famiglia la sua passione per la recitazione, e condividendo la scena anche con Orson Welles che, dopo le esperienze artistiche giovanili, rimase suo amico, collaborando con lei anche al cinema.
Nonostante qualche partecipazione cinematografica in ruoli secondari (il regista Jean Duvivier definì amabilmente la sua bellezza atipica “difficile da fotografare”), è stato durante una rappresentazione de La gatta sul tetto che scotta che, nel 1954, il regista Louis Malle notò la Moreau, scritturandola per ASCENSORE PER IL PATIBOLO (Ascenseur pour l’échaffaud, 1958) e GLI AMANTI (Les amants, 1958).

LE GRANDI COLLABORAZIONI DELLA MOREAU

La Moreau e Orson Welles nel “Falstaff” (1965)

Dotata di una voce molto caratteristica (ebbe anche una carriera come cantante) e di una singolare presenza scenica, in cui, sotto una certa rilassatezza dei modi sembrava celarsi una costante agitazione, nel corso degli anni Sessanta la Moreau ha segnato la Nouvelle Vague e le filmografie di Welles (IL PROCESSO, 1962; FALSTAFF, 1965; l’incompiuto THE DEEP, 1970), Michelangelo Antonioni (LA NOTTE, 1961) e Luis Buñuel (IL DIARIO DI UNA CAMERIERA, 1964), da cui, pare, rimase molto delusa dopo che vide assegnare il ruolo di TRISTANA (1970), scritto per lei, alla collega Catherine Deneuve.
Per primo, Truffaut la sottrasse ai ruoli un po’ algidi in cui la sua carriera sembrava essersi instradata e le affidò il carattere di film “fisici” come JULES E JIM (1962) e LA SPOSA IN NERO (1968), aprendole la strada a un cinema più ardito, come quello buñueliano.

TEATRO E CINEMA

Con Depardieu, ne “I santissimi” (1975)

Alla fine del decennio, alcuni flop al botteghino convinsero la Moreau a prendere di nuovo in considerazione il teatro e, qui, entrò in contatto con le avanguardie del periodo, arricchendo ulteriormente il proprio bagaglio artistico.
Il ritorno al cinema, nel ’72, fu decisamente significativo, grazie al film NATHALIE GRANGER, diretto dalla scrittrice Marguerite Duras, già sceneggiatrice di E IL DIAVOLO HA RISO (Mademoiselle, 1966) di Tony Richardson, regista con cui la Moreau ha lavorato in altre occasioni (IL MARINAIO DEL GIBILTERRA, 1967, tratto anch’esso da un libro della Duras) e con cui si legò sentimentalmente per qualche tempo. Per un breve periodo, è stata anche compagna del regista statunitense William Friedkin.
Del 1974, è I SANTISSIMI (Les valseuses), film al vetriolo di Bertrand Blier, con Gérard Depardieu, Patrick Dewaere e Miou-Miou, che in Italia suscitò un certo scandalo per via del suo spirito anarchico e per la rappresentazione di una sessualità libera e provocatoria.

UNA LUNGA E INTENSA CARRIERA

Con Max Von Sydow in “Fino alla fine del mondo” (1991)

In questo periodo, la Moreau sperimentò anche il ruolo di regista, con SCENE DI UN’AMICIZIA TRA DONNE (Lumière, 1976) e L’ADOLESCENTE (1979), uno degli ultimi lavori di Simone Signoret.
Seguirono MR. KLEIN (1976) e LA TRUITE (1982) di Joseph Losey, GLI ULTIMI FUOCHI (The Last Tycoon, 1976) di Elia Kazan, QUERELLE DE BREST (Querelle, 1982) di Fassbinder, NIKITA (1990) di Luc Besson, FINO ALLA FINE DEL MONDO (Bis ans Ende der Welt, 1991) di Wim Wenders, IL TEMPO CHE RESTA (Le temps qui reste, 2005) di Ozon, DISIMPEGNO (Disengagement, 2007) di Amos Gitai. Nel 1991, con IL PASSO SOSPESO DELLA CICOGNA di Theo Angelopoulos, recitò di nuovo con Mastroianni, suo partner ai tempi del lavoro con Antonioni, regista ritrovato con AL DI LÀ DELLE NUVOLE (1995).
È stata la voce narrante de L’AMANTE (L’amant, 1992) di Jean-Jacques Annaud, ancora da un libro della Duras, e ha partecipato a numerose serie televisive, fra cui il noto adattamento italo-francese de I MISERABILI (2000) con Christian Clavier, John Malkovich e Charlotte Gainsbourg, dove lavorò ancora con Depardieu.
Nel 1992, ha ricevuto il Leone d’Oro alla Carriera; nel 2000, un Orso d’Oro onorario a Berlino; nel 2003, una Palma d’Oro alla carriera a Cannes e, nel 2008, un César onorario per i suoi 60 anni di carriera.
Il suo ultimo film è la commedia LE TALENT DE MES AMIS (2015) di Alex Lutz.

La filmografia completa di Jeanne Moreau, su Nientepopcorn.it.

[Nella foto principale: la Moreau in JULES E JIM di Truffaut]

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