L’occhio discreto di Gideon Bachmann

Il poliedrico intellettuale tedesco, giramondo e poliglotta, è mancato qualche giorno fa: intimo amico di Pasolini e Fellini, è stato critico cinematografico e assiduo frequentatore di festival. A Pordenone, il Fondo Bachmann raccoglie il suo lascito letterario e audiovisivo.

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ADDIO A GIDEON BACHMANN, AMICO DI PASOLINI E FELLINI

Gideon Bachmann, chi era costui? A primo acchito, il suo nome potrebbe non dire molto, eppure è stato uno dei più raffinati protagonisti della storia del cinema del Novecento.
Giornalista, regista, critico cinematografico, fotografo e fotografo di scena, commentatore radiofonico, “veterano dei festival”, come lo definiva la rivista Variety nel 2000, Bachmann si è spento il 25 novembre a Karlsruhe, in Germania, dove ricopriva il ruolo di direttore dell’ASK, l’Acoustographic Voice and Sound Archive e dove si era trasferito da diversi anni, dopo aver vissuto a lungo sia a New York che a Roma, dove frequentò, diventandone intimo amico, Pier Paolo Pasolini, conosciuto nel 1961, e Federico Fellini. Nel corso della sua vita, ha allacciato stretti rapporti personali e professionali anche con Bernardo Bertolucci e Andrej Tarkovskji.
Nato nel 1927 nei pressi di Stoccarda, emigrato in Palestina con la famiglia nel ’36, visse a Praga, prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel ’48: poliglotta, negli anni del college fu allievo del regista sperimentale Hans Richter. Alle frequentazioni di quegli anni, è legato il progetto cinematografico documentario UNDERGROUND (1967), commissionatogli dalla ZDF, la televisione pubblica tedesca. Particolarmente apprezzato per la creazione del programma radiofonico settimanale dedicato al cinema The Film Art,  è stato presidente della American Federation of Film Societies e fondatore ed editore della rivista CinemagesAvrebbe compiuto 90 anni il prossimo febbraio.

UN VASTISSIMO PATRIMONIO LETTERARIO E AUDIOVISIVO

Dicevamo che il suo nome potrebbe risultare poco familiare: eppure, Bachmann è stato uno degli occhi più vigili e attenti che hanno frequentato, scrivendone abbondantemente, i festival cinematografici di tutto il mondo, una personalità culturale particolarmente eclettica che, nell’ambito della sua ricerca, ha saputo cogliere immediatamente la portata intellettuale, sociale e politica delle riflessioni di Pasolini, a cui avrebbe voluto dedicare un documentario cinematografico, se il poeta non avesse incontrato prematuramente la morte, troncando sul nascere il progetto autorizzato dallo stesso Pasolini nel 1974.
Nel 2015, nel quarantesimo anniversario della scomparsa del poeta e intellettuale italiano, è stato pubblicato il volume Pier Paolo Pasolini. Polemica Politica Potere (ed. Chiarelettere), curato da Riccardo Costantini, che riunisce una serie di conversazioni intercorse negli anni tra Pasolini e Bachmann e rimaste finora inedite.
Gli incontri tra i due e le visite di Bachmann sui set dei film, non solo dell’amico Pasolini, sono stati ampiamente documentati dalle foto scattate dallo stesso Bachmann e dalla sua compagna, Deborah Beer. L’ingente patrimonio di fotografie prodotti dalla coppia e la collezione di testi di Bachmann sono parte essenziale del Fondo Gideon Bachmann della mediateca Cinemazero di Pordenone: spesso, le mostre documentarie e fotografiche organizzate dalla mediateca attingono proprio al ricchissimo patrimonio letterario e visivo che costituisce il lascito di Bachmann.
Istituito nel 1994 dopo l’acquisto del materiale che lo costituisce, il Fondo ospita una considerevole quantità di pubblicazioni sul cinema, le più svariate che si possano immaginare: come cita il sito della mediateca, la raccolta annovera “cataloghi di festival, dizionari cinematografici, repertori filmografici e annuari, monografie su attori, registi e personaggi del cinema, saggi monografici su argomenti di vario interesse, studi di teoria e tecnica del cinema, volumi dedicati alla storia del cinema e alle cinematografie nazionali, riviste specializzate italiane e straniere alcune dell’inizio del secolo scorso, (…) soggetti e sceneggiature e diversi dossier, costituiti da ritagli stampa e documentazione archivistica. Il Fondo è impreziosito da molte prime edizioni, con segni di possesso quali dediche e autografi“.
Visitando il catalogo online del sistema regionale delle mediateche del Friuli Venezia Giulia, potete trovare i testi acquisiti: il materiale è a disposizione degli utenti, prevalentemente per la consultazione interna.
Del Fondo, fanno parte anche una collezione di stampe e una sezione di testimonianze sonore (interviste a registi, attori e altre personalità operanti nel settore del cinema), condotte da Bachmann durante le riprese di film, nell’ambito di festival del cinema e in altre situazioni. In mezzo al materiale audiovisivo, sono conservate anche le bobine con il girato utilizzato per il documentario CIAO, FEDERICO (1970), dedicato, insieme a FELLINIKON (1969), un altro ironico viaggio di Bachmann nel suo universo onirico, alla creatività di Fellini.

LO SGUARDO DI GIDEON BACHMANN

Lo sguardo di Bachmann, si è detto, ha vagato sui set del Novecento sviscerandone i segreti non solo dal punto di vista formale, attraverso la pratica dell’attività di critico, ma anche attraverso la rappresentazione di aspetti intimi e inediti grazie all’uso della sua cinepresa, dell’inseparabile audioregistratore e della macchina fotografica: con il suo lavoro documentario, Bachmann ha colto il significato di set cinematografico, inteso come luogo dell’illusorio e del provvisorio, “l’impero di un solo uomo, il regista”.
Alcune foto tra le più suggestive scattate sui set di film come SALÒ di Pasolini e 8 1/2 di Fellini (film a cui Bachmann partecipò anche nelle vesti di comparsa, realizzando circa 3000 fotografie) sono state realizzate proprio dal critico e reporter: Nientepopcorn.it coglie l’occasione per mostrarvene alcune, ma, poiché non è particolarmente semplice reperirne in Rete di buona qualità, vi invitiamo a visitare una delle prossime mostre fotografiche che verranno allestite anche grazie ai suoi materiali, per poterle apprezzare dal vivo.

CATEGORIE: AddioCuriosità

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