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Recensione su Per incanto o per delizia

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25 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il titolo si motiva col fatto che lei è una donna che quando scopa vuol stare sopra che all’inizio lui cornifica lei -con una gran topa nera- e litigano.
Allora, c’è Penelope Cruz (su cui per attirare l’attenzione il film non conta per nulla, come si nota dalla locandina) che è supercuoca in Brasile nel ristorante di quel figo di suo marito. Suo marito è un figoidiota, uno stereotipo di fotomodello sudamericano, che passa tutto il tempo a fare chachacha, caracas e cucujambu, pocapinha, maracanà ecc, e musica brasiliana. Tutto il film è idiota, perché parte in continuazione questa ca**o di musica brasiliana, davvero insopportabile. Seria tentazione di andare dalla brasiliana next door e picchiarla, così, giusto per ripicca.
Lei, tradita, se ne va, non ricordo dove in America, una di quelle ca**o di città tutte uguali, San Francisco o roba così. Da un suo amico tranvone, ed esclama “MAI PIU’”, rivolgendosi pure alla magia per disinnamorarsi. Il marito la segue disperato. Lei va da sé che come cuoca sia un genio, anche se non sa far altro che parlare di quanto sia figo cucinare col peperoncino, ma la corrispettiva realtà è che tutti non sanno far altro che guardarle in visibilio le tette. Motivo per cui finisce a fare la trasmissione di cucina in tv.
C’erano davvero un sacco o due di ridicolaggini in questo film. Anche se ho letto che la regista, brasiliana, parla di umorismo sudamericano. C’era un sacco di umorismo sudamericano allora, condito con salsa di ignoranza tipica degli studios di Hollywood quando si impegnano a girare (girare? Cagare) film inutili.
Il fatto che tutti i personaggi, quando arrivano all’aeroporto, si imbattano sempre nella stessa tassista. Sì certo, in una città americana c’è una tassista. É la monotassista. Che alla fine è per forza amica di tutti.
Il fatto che in Brasile i personaggi parlino inglese, ovvio. Però con un forte accento brasiliano. Sìsì.
Poi?
Ah, l’effetto speciale risibilissimo del profumo che si diffonde dai manicaretti di lei. Sì, guarda, PENE, proprio.
Le rose che ovviamente non hanno spine (ah, la magia del cinema. Sì, lo so che ci sono le rose senza spine. Grazie).
E poi, dopo tutta questa fatica, lei che fa? Gliela ridà a quel simpatico puttaniere del marito! Il quale ovviamente ormai è disposto anche a stare sotto quando scopa. Ma Pene! Avevi detto mai più!
Diavolo, il puttaniere per le gnocche che si scopa, ok, e se non cantasse, sarebbe il mio idolo, ma trovo il tutto anche eticamente discutibile.
Film di un certo livello.

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