Maria Larssons eviga ögonblick

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Maria Larssons eviga ögonblick

Svezia, primi anni del 900. Maria Larsson lavora come sarta, come domestica, deve badare alla casa, ai numerosi bambini e tenere a freno un marito troppo esuberante e, spesso, violento. I soldi non bastano mai e, così, quando trova per caso una macchina fotografica vorrebbe impegnarla. Ma, affascinata dal mistero della fotografia, decide di tenerla per sé. Scoprirà di avere talento. Un vero talento.
lithops ha scritto questa trama

Titolo Originale: Maria Larssons eviga ögonblick
Attori principali: Maria HeiskanenMikael PersbrandtJesper ChristensenEmil JensenCallin ÖhrvallNellie Almgren, Birte Heribertsson, Ghita Nørby, Amanda Ooms, Hans Henrik Clemensen, Maria Lundqvist, Annika Lundgren, Ann Petrén, Livia Millhagen, Zenna Fiscella, Claire Wikholm, Antti Reini, Johanna Troell, Rune Bergman, Hans Alfredson, Julia Ragnarsson, Jonathan Mårtensson, Boel Larsson, Maria Kulle, Åsa Söderling, Sanna Persson, Michael Segerström, Rolf Jarl, Ellinor Taflin, Kenneth Milldoff, Richard Ulfsäter, Pierre Lindstedt, Rolf Lydahl, Eddie Axberg, Christian Fex, Linus Nilsson
Regia: Jan Troell
Sceneggiatura/Autore: Niklas Rådström
Colonna sonora: Matti Bye
Costumi: Karen Fabritius Gram, Katja Watkins
Produttore: Thomas Stenderup, Tero Kaukomaa, Christer Nilson
Produzione: Svezia
Genere: Drammatico, Biografico
Durata: 131 minuti

23 Dicembre 2012 in Maria Larssons eviga ögonblick

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

L’ultimo film visto a Melbourne *_* se arrivi in Italia non so.
Come nei due precedenti, ovviamente, visti tutti nello stesso ultimo lunedì che sconvolse il mondo (mio), c’è la donna che tradita perdona. Io alzo le braccia e mi arrendo, e perdonate, fate quel ca**o che vi pare.
É la storia, narrata dalla figlia, di una famiglia.. ehm… danese? Svedese? No, svedese mi sa. Bof, tanto son tutti uguali. Anyway, il fulcro è la madre, Maria, a cui tocca sopportare un marito baffuto e scaricatore di porto che beve la picchia e l’amore le da (nel senso che figliano in continuazione). Siamo diciamo a inizio ‘900 in… avevamo detto? Svezia, mi sa. E la vita non è facile pe’ggnente. Lui ovviamente le mette delle corna da alce, si fa arrestare perché è un COMUNISTA BOLSCEVICO, va in guerra, le peggio cose. E la famiglia si salva proprio grazie a Maria che scopre, mentre tentava di vendere un apparecchio fotografico che aveva vinto a una lotteria, il fascino della ritrattistica. Per dire, immaginate a inizio ‘900 in Sticazzinavia quante macchine fotografiche ci potessero essere. A partire dall’immagine di una vecchia vicina di casa sul letto funebre, inizia a scattare, a pagamento, foto a chiunque, nel tentativo di fissare per sempre gli everlasting moments del titolo. E così riesce a sostenere l’intera famiglia, durante le crisi e no, col marito Sigghe o com’era che regolarmente torna e si fa perdonare e poi sfascia tutto di nuovo. Il tempo scorre per la famiglia, avvolto da una luce fredda e scandinava, così come lo sono i sentimenti, quelli cinici di Sigghe e quelli feriti ma testardi di Maria. Che percorre una sorta di via crucis di umiliazioni da cui esce sempre a testa alta, ma è una sofferenza fisica da guardare (persino per me che ero su quelle poltrone così comode *_*). Nel finale una danza tra Maria e il marito sancisce l’ennesimo, si spererebbe anche definitivo, riavvicinamento tra i due, come dire che dopo tante che ne sono successe siamo ancora felici come all’inizio, quando danzavamo il giorno del nostro matrimonio.
Ma poi che gliene frega, lei ha la sua macchina fotografica, quella almeno la ama.
Nota bene che potrebbe, per tutto il film, darla al fotografo che la spinge a iniziare ma no, vittima della morale inculcatale dai genitori resta per l’intera vita a penare accanto al suo Sigghe.
E qui chiuderei con un “meno sigghe per tutti”, mi inchinerei e me ne andrei.

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Classico / 21 Maggio 2012 in Maria Larssons eviga ögonblick

Affresco storico davvero ben fatto. In un periodo storico travagliato, tra guerre, povertà, malattie, rivendicazioni sociali, la storia di una donna come tante, che come tante ha un talento nascosto.

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