Recensione su Il terzo uomo

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Allegro senza gioia, come il fischiettare al buio / 30 Giugno 2014 in Il terzo uomo

In una Vienna semidistrutta e resa tetra da un magnifico bianco e nero, dove le strade sono sempre lucide e le ombre gigantesche, Reed fa scorrere un noir classico e intrigante con le maiuscole interpretazioni di Joseph Cotten (inciso: mi chiedo per quale motivo gli abbiano dato lo strambo nome Alga Martins nell’edizione italiana…), della splendida Alida Valli e dell’istrionico Orson Welles.
Uno strano effetto viene dal persistente commento musicale dello zither, bizzarro strumento a corde dal suono simile all’ukulele; il grande critico Roger Ebert a proposito della immortale colonna sonora di Anton Karas disse: “The sound is jaunty but without joy, like whistling in the dark” (il suono è allegro ma senza gioia, un po’ come il fischiettare nell’oscurità”.
Altra perla di questa pellicola – davvero inevitabile per i cultori del noir – è il finale, col lungo viale alberato del cimitero e la lunga, “gelida” passeggiata della Valli davanti a Cotten.

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