The Invitation

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The Invitation

Un uomo, Will, e la sua compagna, Kira, si recano nella casa in cui abita l'ex moglie di lui, Eden, per trascorrere una serata in compagnia di vecchi amici. Nell'abitazione, però, aleggia una strana atmosfera e Will inizia a sospettare che ci sia qualcosa che non vada.
schizoidman ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Invitation
Attori principali: Logan Marshall-GreenTammy BlanchardMichiel HuismanEmayatzy CorinealdiLindsay BurdgeMike Doyle, Jay Larson, Michelle Krusiec, Karl Yune, Jordi Vilasuso, Marieh Delfino, Toby Huss, John Carroll Lynch, Aiden Lovekamp, Danielle Camastra, Trish Gates
Regia: Karyn Kusama
Sceneggiatura/Autore: Phil Hay, Matt Manfredi
Colonna sonora: Theodore Shapiro
Costumi: Alysia Raycraft
Produttore: Phil Hay, Matt Manfredi, Martha Griffin, Wendy Ettinger, Nick Spicer, Dan Cogan, Geralyn White Dreyfous, Julie Parker Benello
Genere: Thriller, Horror
Durata: 100 minuti

Interessante…. / 7 Gennaio 2017 in The Invitation

Una pellicola che mette molta curiosità man mano che la storia va avanti fino ad un finale che ti lascia davvero a bocca aperta.
Avevo confuso il protagonista con Tom Hardy, un pò gli somigliava!
da vedere, curioso.
6.5.

Narrazione che esige costante attenzione / 19 Ottobre 2016 in The Invitation

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Trovo curioso che i recenti thriller/horror (perlopiù indipendenti) in cui mi imbatto da qualche tempo a questa parte siano caratterizzati da un andamento lento, oserei dire rilassato se tale aggettivo non suonasse come un ossimoro, vista la materia affrontata.
Resta il fatto che la nuova (apprezzabile) tendenza del genere, battuta dalla cinematografia non solo d’oltreoceano (vedi, l’austriaco Ich seh Ich seh) è foriera di spunti estetici e narrativi affatto banali che consentono di apprezzare non solo l’inviluppo narrativo, ma anche quello psicologico della vicenda.

Non ho visto alcuno dei lavori precedenti della Kusama, perciò non so se questa sia la sua solita cifra registica.
Ad ogni modo, ho apprezzato molto l’attenzione ai dettagli riversata in questo film in cui viene sfruttata bene la triade aristotelica di unità di tempo, luogo e azione (l’eccezione principale è rappresentata dai flashback): la paranoia del protagonista cresce passo passo, con l’avanzare della narrazione, coinvolgendo appieno lo spettatore che, come lui (complice una rappresentazione che si potrebbe definire quasi in soggettiva, se non fosse per il punto di vista “terzo” della camera), si sente naturalmente portato a dubitare di qualsiasi cosa, dai dentini aguzzi come quelli di un vampiro della padrona di casa (truccata e vestita come una maliarda da b-movies) alla follia morbosa della strana ospite in arrivo dal Messico.
Benché il ritmo della messinscena possa apparire blando, privo di significativi sobbalzi, questa narrazione esige un’attenzione costante, i sensi allertati, l’intuito tarato sui massimi valori.

Nonostante ciò, il colpo di scena finale (fischiatemi, ma questo genere di cose, per me, ormai, è -positivamente- “alla Shyamalan”) è davvero spiazzante e dimostra che, nel tentativo di tenere tutto sotto controllo (un ulteriore rimando incrociato al fatto che il protagonista si cruccia di non aver saputo prevedere l’accidente capitato al figlio), un dettaglio-chiave resta criptico fino al suo disvelamento, sfuggendo anche all’attenzione di uno spettatore particolarmente attento.

Molto interessante.

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Magnetico / 14 Settembre 2016 in The Invitation

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Mettete il sosia di Tom Hardy (davvero!) , la sosia di Michelle Monaghan (con un paio di kiletti in piu) , quello che si ripassa Khaleesi nel Trono di Spade e altri 4-5 personaggi più o meno improbabili…tutti invitati a cena in una villa losangelina.
Sembrerà incredibile , ma questo bislacco insieme di persone vi terrà ancorati sul divano…
Bella sorpresa.

ps = qualcuno mi spiega cosa diavolo c’entra la scena iniziale del coyote?

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IO PORTO IL DOLCE / 17 Agosto 2016 in The Invitation

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Piacevolissimo Thriller imbastito con abilità. Trama interessante e coinvolgente, con il clima che s’infiamma lentamente come brace accesa.
Il tema centrale del film è il lutto e la sua accettazione. L’argomento è trattato con sensibilità e garbo da una sceneggiatura puntuale. Le dinamiche della serata fanno da pretesto per raccontarci i personaggi coi quali entriamo in confidenza abbastanza velocemente. Il merito maggiore della regista (Karyn Kusama) è quella di farci sentire come ospiti silenziosi di una serata imbarazzante, con situazioni più o meno famigliari a tutti, come ad esempio quando si sa che un argomento non deve saltare fuori e questo invece non farà altro che saltare fuori imbarazzando gli astanti e facendoci sentire l’impulso di andarcene al più presto. Il film alimenta la paranoia del protagonista e di rimbalzo anche quella dello spettatore che troverà giustificazione nell’ultimo atto e appagamento per un climax lungamente atteso.

Gli attori conferiscono dignità ad una girandola emozionale in costante movimento con Logan Marshall-Green trasfigurato in Tom Hardy.

Fotografia cupa con luci basse e calde molto intime.

Ad ogni modo…grazie per l’invito ma io sto a casa.

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In Attesa di…? / 6 Agosto 2016 in The Invitation

Tensione e attese per poi scoprire che la donna che ti stai per trombare porta una parrucca, una gamba di legno e quello che ha in mezzo alle gambe non è un calzino, se non altro la Kusama ha imparato a crear atmosfera e esiste un sosia di Tom Hardy.

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