Recensione su Sharon Tate - Tra incubo e realtà

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La forza del destino / 7 Agosto 2019 in Sharon Tate - Tra incubo e realtà

“Tutta la mia vita è stata decisa dal destino. Penso che qualcosa di più potente di noi decida i nostri destini per noi. So una cosa, non ho mai pianificato niente di ciò che mi è successo.” (Sharon Tate)

Sharon Tate credeva molto nel destino che, purtroppo, con lei non fu particolarmente magnanimo. Il nove di Agosto ricorrerà il cinquantesimo anniversario della sua terribile morte, brutalmente assassinata insieme a tre suoi amici e al suo bimbo che portava in grembo(le mancavano solo due settimane al parto) da Charles Manson e la sua setta.
Il regista Daniel Farrandas leggendo il pensiero di Sharon sul destino decide di stravolgere gli avvenimenti(Sharon Tate in preda tre giorni prima dell’omicidio a incubi premonitori su ciò che le sarebbe accaduto a lei e ai suoi amici di lì a poco, cosa totalmente inventata come asserisce la sorella dell’attrice, Debra) e di inventare un finale alternativo, facendo di tutta la storia un revisionismo surreale, una specie di sliding doors.
La domanda mi sorge spontanea: che senso ha tutto questo? Perché fare una roba del genere? A parte il fatto che la storia in sé è confusionaria come non mai ma Farrandas mi spiega che senso ha prendere uno dei fatti più terribili della cronaca nera e trasformarlo in un banale “Cosa sarebbe successo se…?”
A parte il dolore che hanno provato giustamente i parenti della vittima(la sorella Debra l’ha definito di pessimo gusto, è stata pure fin troppo magnanima) a vedere questa roba ma dal punto di vista cinematografico che senso ha questo film? Si voleva fare l’ennesimo “home-invasion?” Benissimo, che bisogno c’era di usare gli omicidi di Cielo Street?
E poi la scelta di Hilary Duff è quanto di più improponibile possa esserci, un’attrice abituata a recitare nelle commedie adolescenziali che si ritrova a sostenere un tale ruolo, una tale vicenda e un intero film da sola, è naturale che affondasse insieme a tutta la ciurma(che poi il resto del cast non è nemmeno così male).
Alla fine salvo solo le musiche finali, il resto meglio lasciar perdere(tra l’altro pure zero suspense).
Un revisionismo surreale e assurdo di una terribile storia che, come ripeto, andava per me evitata sia per la memoria delle vittime che per rispetto nei confronti dei loro parenti(opinione mia personale, a me darebbe tanta amarezza). Aspetto ora la versione di Tarantino attenente ai fatti che uscirà tra qualche mese, questa meglio cancellarla.

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