2005

La casa del diavolo

/ 20057.0119 voti
La casa del diavolo
La casa del diavolo

The follow-up to his 2003 horror hit HOUSE OF 1000 CORPSES, Rob Zombie's THE DEVIL'S REJECTS continues the story of a bizarre group of very odd people who like to torture, maim, and kill virtually everyone they come in contact with.

Titolo Originale: The Devil's Rejects
Attori principali: Sid HaigBill MoseleySheri Moon ZombieWilliam ForsytheKen ForeeMatthew McGrory, Leslie Easterbrook, Geoffrey Lewis, Priscilla Barnes, Dave Sheridan, Kate Norby, Lew Temple, Danny Trejo, Dallas Page, Elizabeth Daily, Tom Towles, Michael Berryman, P.J. Soles, Deborah Van Valkenburgh, Ginger Lynn Allen, Mary Woronov, Daniel Roebuck, Duane Whitaker, Steve Railsback, Tyler Mane, Brian Posehn, Michael 'Red Bone' Alcott, Kane Hodder
Regia: Rob Zombie
Sceneggiatura/Autore: Rob Zombie
Fotografia: Phil Parmet
Costumi: Yasmine Abraham
Produttore: Rob Zombie, Mike Elliott, Andy Gould, Marco Mehlitz, Michael Ohoven
Produzione: Germania, Usa
Genere: Horror
Durata: 107 minuti

Chi è davvero il mostro? / 23 Maggio 2014 in La casa del diavolo

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Una bomba dall’inizio alla fine: dalla sparatoria iniziale in casa a quella finale in macchina dei tre “reietti”. Scena finale, appunto, probabilmente tra le più belle mai viste, con in sottofondo “Free Bird”, con i protagonisti che vanno incontro alla morte. Perfetta.
Ma i cattivi, in realtà, in questa storia chi sono? I tre reietti, appunto, oppure il capo di polizia che nel finale tortura i tre? Probabilmente il vero “mostro” del film è proprio il poliziotto, il quale durante la tortura è divertito e si vede che lo fa per un resoconto personale (la morte del fratello nel primo film) ; i tre reietti, invece, torturano le proprie vittime perché sono così di natura e possiamo quasi accettarli, dato che lo fanno da sempre, sono nati in un certo ambiente. Quindi Zombie qui vuole farci riflettere anche sull’arretratezza di alcuni stati americani, dove se sei un poliziotto puoi fare praticamente quello che ti pare, come appunto torturare delle persone. Ma invece se torturi delle persone ma non sei un poliziotto devi essere giustiziato. E quindi non c’è alcuna differenza tra un poliziotto che uccide dei ragazzini per giustiziarli e dei ragazzini che, di conseguenza, uccidono perché sono abituati a farlo. Quella sottile linea che divide ciò che è giusta da ciò che è sbagliato non c’è più.

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mah…. 5! / 11 Febbraio 2014 in La casa del diavolo

Con un 5 bollo questo horror come uno dei tanti fracassoni e non migliori dei mille sequel di “Non Aprite Quella Porta”… Si salva un’ottima colonna sonora e una buona regia, ma in film in sè mi delude, anzi mi ha infastidito… Non capisco tanti elogi…. 5.

Zombie, il reietto del cinema! / 30 Luglio 2013 in La casa del diavolo

I suoi film non sono per tutti, non sono prodotti prettamente commerciali, sono più dei concept molto personali su una visione di horror stilizzata, estrema ed ispirata allo stile sevenites, quello brutto, sporco e cattivo di “Non aprite quella porta” o Quel Motel vicino alla palude”. “La Casa del diavolo”, traduzione immonda e poco inerente di “The devil’s rejects”, è un horror/action/on the road davvero notevole, sequel, del precedente “La Casa dei 1000 corpi”, un raro caso di sequel decisamente migliore. Rob Zombie, musicista heavy metal (yeah) e cultore di cinema horror, mette in scena, e in questo capitolo conclude, l’epopea sanguinaria della famiglia Firefly, assassini feroci, sadici e squilibrati figli di un’America rurale, lercia e amorale, quella sperduta provincia americana capace molto spesso di nascondere orrori ed atrocità. La casa del titolo, in questo capitolo, non esiste se non nel rocambolesco inizio, degno figlio de “Il mucchio selvaggio” di Sam Peckinpah, violento e stilizzato, da qui il film parte e prosegue in uno sguaiato on the road, nel quale il famigerato Capitano Spaulding, Otis e Baby tentano di sfuggire alle forze dell’ordine, guidate dallo sceriffo John Quincy Wydell, un tipo non da meno, per violenza e cattiveria, ai tre reietti. Il mondo rappresentato da Rob Zombie è questo, violento, intriso di malvagità, ignoranza e bestialità, senza speranze, nel quale non vi sono punti di riferimento e nessuno è degno di salvarsi. Potrebbe sembrare un’opera minore di un regista schizzato, un film come tanti, ma “La casa del diavolo” è di più, dietro tanto sangue c’è un’estetica affascinante, riprese mai banali, dettagli accurati e una capacità ben evidente di saper fare spettacolo, Zombie ci mette il cuore e si vede, gira con voglia e cura proponendo un film lontano anni luce dagli horroretti insipidi della new-hollywood, privi di phatos e mordente, intrugli per ragazzetti facilmente impressionabili che li adoperano come pretesto per agguantare una tetta. C’è tanta carne al fuoco qui e non solo dal punto di vista registico ma anche nella scelta del cast che annovera come protagonisti il grande caratterista Sid Haigh, Bill Moseley e Sheri Moon Zombie, moglie di Rob, Sheri è molto poco, parlando di recitazione, ma wow, che culo, poi ci sono Ken Foree (il Peter di Dawn of the Dead di Romero) e il grande William Forsythe. Alte vette si raggiungono anche nel reparto sonoro, con una soundtrack rock fenomenale che passa dagli Allman Brothers Band a Joe Walsh, da Otis Rush, Muddy Waters e The James Gang alla fantastica Free Bird dei Lynyrd Skynyrd per un finale degno di entrare nella storia per chi di cinema ne mastica.

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24 Febbraio 2011 in La casa del diavolo

Semplicemente uno dei migliori finali nella storia del genere horror: non conosco nessuno, neppure i detrattori più accaniti di Rob Zombie (e tra i miei amici ne annovero parecchi) che non ne sia rimasto colpito; inoltre gran colonna sonora, perfetta, non scontata, insomma un film che ti da tutto quello che ti aspetti dal genere e anche qualcosa di più.