Recensione su Storia di una ladra di libri

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“Riuscirai sempre a trovarmi nelle tue parole, è là che vivrò.” / 5 Marzo 2016 in Storia di una ladra di libri

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Un film di formazione che non pone in primo piano le terribili tragedie dell’Olocausto ma fa rivivere quei terribili anni attraverso gli occhi di quella popolazione tedesca che ha deciso di vivere senza la “protezione” del partito nazista. Ciò che ne viene fuori è un film bellissimo, intenso, struggente su come la guerra non serva a ricostruire, ma soltanto a distruggere.
Delizioso il personaggio di Liesel, ottimamente interpretata dalla giovane Sophie Nelisse, una ragazzina innamorata dei libri che diventano per lei un mezzo per evadere da un mondo orribile, per continuare a credere nella bontà dell’essere umano.
Oltre alla giovane protagonista è da notare anche l’interpretazione di due mostri sacri del cinema, Emily Watson e Geoffrey Rush.
Addi, amore(tenerissima la scena dell’amico morente che dice a Liesel di amarla per la prima e ultima volta nella sua vita e che riceve da lei il suo primo e ultimo bacio), umanità, amicizia, bene e male condensati in poco più di due ore.
Per me un capolavoro che mi ha fatto toccata nel profondo e mi ha fatto commuovere. Adesso non vedo l’ora di leggere anche il romanzo.

4 commenti

  1. Stefania / 5 Marzo 2016

    Non ho visto il film in questione, ma… Emma Watson “mostro sacro del cinema”? Non è un po’ prematuro, vista anche la sua giovane età, definirla così? 🙂

  2. Amestista / 6 Marzo 2016

    Esatto, lapsus freudiano il mio, ora correggo. 🙂

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