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Recensione su Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion

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L’epico, enigmatico, discusso finale / 4 marzo 2014 in Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion

A due anni di distanza dal tanto discusso finale della serie originale, Hideaki Anno decide di ritornare a rimboccarsi le maniche sulla sua opera più prolifica, generando le due pellicole Death & Rebirth e, appunto The End Of Evangelion. Un film prodotto più per cause di forza maggiore che per spontanea volontà di Anno. I fan infatti, insoddisfatti del finale della serie, arrivarono addirittura alle lettere minatorie ed alle minacce di morte pur di vedere una parziale chiusura del cerchio di questa saga.
“Anno ce l’ha fatta” è una frase che indico dal doppio significato. Uno vuole intendere che il regista nipponico è riuscito nell’impresa di elaborare un nuovo finale (The End Of Evangelion è una sorta di remake degli episodi 25 e 26 della serie regolare) che non stravolge l’originalità del suo predecessore ma, anzi, si integra alla perfezione con esso. Si, perché se il finale originale era fonte di discussione da parte del pubblico e della critica, questo non è assolutamente da meno. L’altro significato è inteso come una benigna e celata presa in giro. “Anno ce l’ha fatta”, ovvero ci ha preso per i fondelli, ci ha ingannati tutti. Perché? Semplicemente perché è riuscito ad instaurare in tutti coloro che hanno visto questa pellicola il dubbio. Evangelion è una pellicola che lascia spiazzati inizialmente e che occorre un po’ di tempo per essere “assimilata”, ma pone tutte le risposte ed è colpa dello spettatore se egli stesso non riesce a coglierle? Oppure si tratta tutto di un trucco, del classico tutto fumo-niente arrosto? Anno è un imbroglione o un genio? Per il modo in cui egli ha spaccato il pubblico e per come entrambe le cose possano benissimo essere vere allo stesso tempo, io credo che la risposta sia una sola. Anno forse è un genio, forse è un imbroglione, forse è entrambi. Ma, sicuramente, è furbo.
La pellicola mantiene degnamente entrambe le due colonne portanti della serie originale: la combinazione di azione, drammaticità ed epicità della storia e l’introspezione esagerata, la citazione psicologica, filosofica, religiosa, la sperimentazione insistita, l’utilizzo continuo di una narrazione originale quanto ricercata, oltre che piuttosto articolata e complessa. Ancora una volta, occorre dover interpretare ciò che si sta vedendo. Evangelion dopotutto è sempre stato questo. Non ha mai servito nulla di pronto, ha sempre preteso una certa collaborazione da parte dello spettatore. Può darsi che sia una pura comodità dei produttori per giustificare la spiegazione di alcune dinamiche specifiche. Purtroppo noi non lo sapremo, almeno per il momento. Ma questo carisma dato dall’ignoto, dalla perplessità e dall’incertezza, ha il suo tremendo fascino.
Sul lato tecnico poi, nulla da dire. La colonna sonora è di alto livello. La grafica è nettamente superiore rispetto a quella della serie, grazie anche al maggior budget a disposizione da parte della GAINAX).
Uno dei miei film d’animazione preferiti, che naturalmente consiglio a chi ha guardato la serie televisiva. Chi ha apprezzato quest’ultima è chiamato ad un’attenta visione per farsi la propria opinione. Naturalmente potrà rimanere deluso o estasiato. Per saperlo c’è solo un modo: guardare questo film.

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