15 Recensioni su

Perfetti sconosciuti

/ 20167.4643 voti

Niente di chè / 12 Novembre 2018 in Perfetti sconosciuti

I soliti attori nostrani , le solite facce , le solite storie…solo mischiate ad arte , con la tecnologia che avvolge la nostra quotidianità.
Finale ambiguo e – secondo me – evitabile.

. / 27 Marzo 2017 in Perfetti sconosciuti

Film costruito su una certa mole di dialoghi, ben scritti, scoppiettanti e al di sopra della banalità tipica di certo cinema italiano, Perfetti Sconosciuti è il tragicomico racconto di una cena tra 7 amici storici e di quanto si possano nascondere bene gli intrallazzi e le meschinità, pur volendosi ancor tanto bene. Giocato tutto sull’ansia della scoperta dei segreti ha dei momenti genuinamente divertenti, comicamente brillanti, recitati molto bene da tutto il cast. I momenti più tesi sono alle volte inutilmente sottolineati da un musichetta evitabile, ma a parte ciò sono molto ben dosati e c’è quel giusto pathos che bilancia la spensieratezza della prima metà del film. Finale bellissimo, che in parte annulla il cinismo della storia che si era dipanata ma che in realtà è ancora più malvagio, perchè lascia tutto così com’è, tranquillo e falso.

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24 Febbraio 2017 in Perfetti sconosciuti

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Film “a tema”, come spesso capita nel cinema italiano, carino e che fa pensare. Niente rivelazioni clamorose, sappiamo già che l’essere umano è così, chi ha un minimo di vita sociale sa che i rapporti funzionano in questo modo. Il giochino del film non fa altro che ribadire l’ovvio. Comunque divertente da guardare.
L’avanzare del gioco dei cellulari comunque mi è sembrato eccessivamente artefatto, cioè alla prima magagna venuta a galla si chiudeva li, e infatti il finale…

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Un armadio pieno di scheletri…… / 9 Gennaio 2017 in Perfetti sconosciuti

Una cena tra amici. Una cena come tante. Una serata in cui svago e chiacchiere sono le uniche cose importanti da fare. Ma un banale gioco scoperchia un mondo sconosciuto a tutti. Scoperchia la realtà.
Una commedia veramente riuscita bene, all’italiana dove la risata è profonda e non superficiale ma non manca di certo il lato crudo e duro della vita.
Tutti i protagonisti hanno qualcosa di nascosto. Realtà difficili da condividere per mille motivi.
E il finale direi eccezionale. Tutto è vero. Tutto è come si vede.
Ma come dico sempre le scelte nella vita determinano il modo in cui si vuole affrontare gli eventi: vivere o sopravvivere.
Gli attori sono perfetti. Nessuno stonato. Non posso e voglio menzionarli perché tutto veramente bravi.
La domanda poi sorge spontanea: cosa avrei fatto? Avrei giocato?
E se si sta in gruppo trovi sempre chi propone di giocare mentre si vede il film (mi è capitato…).
Tu cosa avresti fatto?
Una bella domanda. Oggi avrei giocato… Oggi… 🙂
La morale comunque è sempre la stessa: come vuoi vivere?
Nella finzione o nella realtà.
A voi la scelta.
“Bisogna imparare a lasciarsi nella vita”…
Consigliato!!!
Ad maiora!

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Una cena per farli conoscere / 5 Gennaio 2017 in Perfetti sconosciuti

Commedia diretta da Paolo Genovese, grosso successo del 2016.
Durante una cena tra amici, la padrona di casa Eva (Kasia Smutniak) lancia un’idea per divertirsi ma anche per confermare che tra di loro non esistono segreti. Tutti i partecipanti dovranno lasciare
sul tavolo il proprio cellulare e rendere pubblico ogni sms, mail o telefonata in arrivo durante la cena. Dopo uno stupido scherzo per sbloccare la situazione verranno a galla i più reconditi segreti
delle tre coppie e del solitario Peppe (Giuseppe Battiston).
Infatti Eva e il marito Rocco (Marco Giallini) sono un pò in crisi e il rapporto con la ribelle figlia Sofia non aiuta la coppia; Cosimo (Edoardo Leo) e Bianca (Alba Rohrwacher) sono sposati da poco e stanno cercando di costuirsi un futuro insieme; Lele (Valerio Mastandrea) e Carlotta (Anna Foglietta) hanno anche i loro problemi legati anche a un vecchio incidente stradale. Infine Peppe sta cercando un lavoro e una compagna stabile.
Il film fa ridere e sorridere ma pone anche l’attenzione sui segreti custoditi nei cellulari e dell’uso quotidiano (smodato) che ne facciamo. Ognuno ha un segreto da nascondere e la verità rischia di ferire e rovinare amicizie resistenti nel tempo.
L’unica cosa che non mi è piaciuta molto è il finale che sembra quasi ritrattare quello svelato in precedenza; mi era sorto qualche dubbio e sono andato alla ricerca di spiegazioni del finale.
Ottimo il cast.

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Sopravvautato / 2 Settembre 2016 in Perfetti sconosciuti

Per me questo film è stato un po’ una delusione. Forse sono stato troppo pompato dalle critiche entusiaste di chi lo aveva già visto, comunque non lo reputo cattivo o scadente, ma neanche uno dei migliori film italiani del momento. Si colloca perfettamente nella media, il concept è davvero carino ma tutto è stato sviluppato in un modo così banale e privo di sperimentazione che era invece proprio quello che mi aspettavo dalla trama che è piuttosto audace per essere un prodotto del cinema italiano. Nulla da dire sugli attori che sono i migliori che abbiamo ora, se le loro performance qui non sono da icordare negli annali è solo perchè il lavoro di regia e sceneggiatura è stato così scialbo. I segreti che si nascondono le varie coppie riguardano per lo più l’adulterio, e quando me ne sono reso conto ha tolto ogni brivido di sorpresa, quando squillava un cellulare mi chiedevo soltanto quale amante e di chi stesse chiamando. Il personaggio gay che viene inserito finisce solo per fungere da spalla ad un’altra storia, poteva essere uno spunto interessante rimasto ai margini. E forse è stato meglio così, sempre meglio che vederlo scadere in stereotipi e clichè a cui il cinema italiano ci ha abituati. Per il resto, anche l’umorismo non mi sembra degno di nota, avrò sorriso solo in un paio di occasioni. L’unica scena davvero bella che da sola ha fatto sì che abbia dato un 5 e non un 3 a questo film è la scena della telefonata tra la figlia e il personaggio di Giallini, che ho trovato di una tenerezza infinita. Finale sbrigativo che anche no, segno di pigrizia di scrittura. Alla fine dura solo un’ora e mezza, avrei preferito che fosse stato più lungo ma che avesse affrontato e approfondito meglio un po’ tutto. E’ stato un timidissimo tentativo di rinnovo della commedia italiana, che ha avuto comunque un successone a quanto pare. Quindi che si osi di più la prossima volta.

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Realistico e crudele,7 / 20 Luglio 2016 in Perfetti sconosciuti

Un film che manifesta la dura realtà di oggi, comprese nevrosi, segreti, avventurine e bugie.
Un cast che veste perfettamente i ruoli dei personaggi, dalle loro ansie, paure e indecisioni, personaggi che valorizzano l’amicizia in modo superbo ma che alla prima difficoltà non disdegnano di calpestarla.
Tradimenti, omofobie, vergogna si avvicendano in una serata tra amici di vecchia data, alla luce di un eclissi che, passato, SPOILER———–> cancellerà tutto come niente fatto.
Perfetto: come trama, regia, recitazione… ma questo finale? cosa vuol dire? sinceramente non l’ho capito. Doveva finire così, realisticamente, che tra segreti e bugie la loro amicizia finiva. Invece???
A parte ciò, ho rivalutato il cinema italiano grazie a questa pellicola.
7.

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Miglior Film ? / 11 Luglio 2016 in Perfetti sconosciuti

Massacrante .

“Siamo tutti frangibili…” / 8 Luglio 2016 in Perfetti sconosciuti

Cast che non delude, storia schifosamente realistica.
Se poi si è passati in una situazione in cui il cellulare ha cambiato/distrutto la propria vita…lo si apprezza maggiormente.
Fa riflettere, fa capire.
Siamo tutti frangibili.
Consiglio vivamente.

un dolce massacro / 1 Luglio 2016 in Perfetti sconosciuti

Ci troviamo a Roma, nell’appartamento di Eva e Rocco, che cenano con altre due coppie – Cosimo e Bianca, Lele e Carlotta – e Peppe. Tutti i commensali, e in particolar modo gli uomini, sono amici da anni; pensano, infatti, di conoscere l’un altro. Vedremo, nella durata della cena – che ha come background scenografico un’eclissi lunare – che non è così: Eva, infatti, propone a tutti di lasciare sul tavolo la propria “scatola nera”, il proprio cellulare, e leggere ad alta voce ogni messaggio che arrivi e rispondere alle chiamate pubblicamente. Così ciò che era partito come semplice gioco diventerà un massacro e si verranno a scoprire i tradimenti e i piccoli e grandi segreti dei sette commensali.

Quello che ferisce, però, non è soltanto la scoperta di amori clandestini, amori virtuali, bugie, quanto una mentalità chiusa e un atteggiamento di intolleranza e discriminazione, seppur inconsapevole.

Il regista – Paolo Genovese – è stato capace di non annoiare lo spettatore, nonostante il film si svolga nello stesso luogo per tutta la sua durata. Grande merito va dato anche alla sceneggiatura, semplice, mai banale, spesso cinica, comica e sarcastica al punto giusto; e soprattutto alla caratterizzazione dei personaggi. Ognuno dei sette protagonisti – interpretati magistralmente da bravissimi attori (quali Marco Giallini, Alba Rohrwacer, Kasia Smutniak, etc.) –, infatti, ha una storia ben costruita alle proprie spalle, con le proprie debolezze e i propri segreti. Segreti che diventano protagonisti del film, assieme alla scatola nera che li protegge.

È importante sottolineare, inoltre, che nella pellicola si affrontano e si mettono in scena temi di un certo spessore, quali l’emancipazione femminile, la sessualità tra i giovani e l’omosessualità – tematiche affrontate con una mentalità tutt’altro che retrograda. Nonostante ciò, nel finale, inaspettato ma efficace, si può cogliere una nota di pessimismo e di critica alla staticità dell’essere umano, che spesso è incapace di rivelarsi per quel che è veramente.

Concludo con una frase di un celebre scrittore, che è stata d’ispirazione per il regista: “Ognuno di noi ha tre vite: una vita pubblica, una vita privata e una vita segreta“. Tu saresti disposto a spogliarti dei suoi segreti?

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Io potrei tu no? / 13 Marzo 2016 in Perfetti sconosciuti

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Tre coppie + una candela, che è Battiston, e a me in un film frtancamente basta che ci sia Battiston; a Roma? A cena a casa di una delle tre. I più si conoscono da sempre, c’è di luna un’eclissi mano a mano più totale e il gioco consiste nell’appoggiare tutti il cell sul tavolo e leggere ogni tex/mex (vorrei delle enchiladas grazie) di qualsiasi app, rispondere in viva voce a qualsiasi chiamata. Va da sé, non l’avessero mai fatto, ne arrivano di ogni, quasi tutti tradiscono tutti, gente che fornica, i cani, le cavallette, uno ne tradisce addirittura due contemporaneamente, quello è frocio, guerra di corna, esasperazione, fino al rewind finale, quando tutti ormai esplosi erano. Cinema da camera – da salotto – con raccolta di tipi umani, variegati e simpa, a chiunque modo di identificarsi. Perché il tema è che loro siamo noi, e abbiamo cellulari in cui c’è una vita, la nostra, nascosta ma a rischio, e se ne perdiamo il controllo BAM, moriamo. In senso lato. Fin troppo mi sembra sottolineata la colpa del cell (o della tecnologia), quando invece non è che una nuova interfaccia su cui agire/compiere/visualizzare corna varie e sentimenti che in realtà sempre ci son stati. O io ca**o ne so, prima non c’ero e potrei benissimo mettere il mio cell sul tavolo. Il che ora che ci penso mi rende assai triste. Però il problema è postmoderno e vero, tutta sta ca**o di gente che mette il cell sul tavolo non è fastidiosa? No al ristorante, dico 😀 è vero e affrontato da una sceneggiatura elaborata (si son messi in 18, tipo quelli di Boris), brava nello svicolare dai percorsi ciechi e nell’alternare personaggi e situazioni, cinismi e comicità, in continuazione, sostenuta da una buona rappresentanza dei meglio attori della generazione italiana matura oggidì. Al di là dell’artificio usato per chiudere, c’è la morale deprimente, e molto italica? del siamo tutti così, pronti a mentire sì per proteggerci, e fin qui ok ci può stare, ma proteggerci dalle nostre – nostre? vostre! – (sentimentali) malefatte, di cui sembra che proprio non si riesca a fare a meno. Va da sé che la meglio figura chi la fa? Il gay. Boh, te l’avevo detto all’inizio.

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Dolce e amaro…. / 1 Marzo 2016 in Perfetti sconosciuti

….molto molto amaro. In una cena tra coppie di amici “la scatola nera” porterà alla luce i segreti e le ombre di tutti.
Un film divertente e molto molto carino ma davvero amaro.

Tutto il cast bravissimo….un bel film che consiglio perché alla fine lascia davvero qualcosa su cui riflettere.

“Se vuoi bene ad una persona la proteggi da tutto.”
Già 🙂

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Molto interessante / 22 Febbraio 2016 in Perfetti sconosciuti

Attori brillanti che non deludono, film che fa molto riflettere sulle situazioni della vite e sul fatto per cui anche i nostri amici più cari possono essere in realtà dei perfetti sconosciuti. Il confronto finale pone molte incognite, e se un film riesce a far pensare e a far nascere domande sulla propria vita non può che essere un film ben riuscito.

Perfetti Sconosciuti: una strage senza sangue… / 20 Febbraio 2016 in Perfetti sconosciuti

“Perfetti Sconosciuti” di Paolo Genevose, un film che andrebbe visto anche solo per ammirare le brillanti prove attoriali dell’affiatato pugno di personaggi che intorno ad un tavolo da pranzo, anche se qui si tratta di una cena, riescono a catturare l’attenzione dello spettatore senza mai annoiarlo o porlo in una fastidiosa condizione di statica distanza dai loro caratteri. Il film è infatti un’opera corale, chiusa, concentrata, quasi in tempo reale, molto intelligentemente scandita da una sinistra, quanto simbolica, eclissi lunare, una sorta di clessidra maledetta del tempo che scorre, tanto che più l’eclissi si palesa, più la trama e l’ atmosfera cambiano, si incupiscono fin quando non esplode l’inevitabile.

Si, perchè dal momento in cui tutti decidono di mettere i loro cellulari sul tavolo e per tutta la durata della serata giocare a rendere pubblico ogni tipo di messaggio o telefonata, il rischio di incappare in incomprensioni, tradimenti, verità nascoste, a volte imbarazzanti altre volte inquietanti è davvero alto. Leggasi pure pericoloso.

Paolo Genevose questa volta azzecca davvero il registro del film, e riesce a costruire una commedia intelligente, amarissima, una visione tragica degli uomini, dei rapporti e delle dinamiche che gli stessi innescano inevitabilmente fra loro, eppure, allo stesso tempo, divertente, spigliata, sopprattutto, come già accennato, grazie alla prova maiuscola dell’affiatato cast nel quale spiccano, come al solito, i sempre più convincenti Marco Giallini e Valerio Mastandrea, insieme ad un dimagrito Giuseppe Battiston e ad Anna Foglietta. Si ride, ci si diverte per la verve brillante dei dialoghi, ma si resta anche in tensione nel vivere insieme ai protagonisti queste assurde vicende fglie di una assurda situazione, dove tutti diventano libri aperti in balia delle loro stesse debolezze, ipocrisie e falsità, tutte componenti che da sempre albergano nell’animo degli uomini e delle donne, componeneti che tutti, nessuno eslcuso, tendiamo a proteggere e a nascondere come un’insanguinata arma del delitto, ma anche a nutrire e a custodiere in gran segreto, gelosamente.

“Perfetti Sconosciuti”, pur essendo, per ovvie ragioni, un film modernissimo si avvicina davvero alla miglior tradizione della vecchia commedia all’italiana, ci si avvicina usufruendo proprio di tutti quegli elementi che l’hanno resa grande, una salda sceneggiatura, una solida idea di base e attraverso un uso altrettanto moderno del “castigat ridendo mores”. Si ride, anzi molto spesso si sorride della costante demonizzazione dei costumi e status symbol che forgiano la società attuale, ma lo si fa senza mai abbandonarsi alla risata sguaiata o puramente spensierata, bensì lo si fà mordendosi in più di un’occasione le labbra, come consci di essere divertiti da un qualcosa che forse, sotto sotto, proprio divertente non è. Si resta infatti spiazzati, increduli e a nostra volta nudi perchè quella del film viene presentata come una situazione si assurda, ma plausibile, capace di mettere in difficoltà chiunque di noi, poveri diavoli, deboli, sconfitti e sempre più spesso miserabili. Niente è al sicuro, relazioni salde con figli, amicizie di vecchia data, rapporti di circostanza, tutto è legato da segreti e scheletri nell’armadio mai svelati e che probabilmente mai sapremo ne vorremmo mai sapere anche se in realtà, neanche così inconsciamente, già conosciamo.

Ottimo anche il finale, fintamente consolatorio, in tanti infatti hanno tirato un sospiro di sollievo in sala, il che la dice lunga su un comune, diffuso modo di pensare. In realtà si tratta di un finale duro, pessimista e ancor più crudele e reale, nel quale tutto procede così come era iniziato e i segreti, perchè ci sono, restano tali e sempre più oscuri, proprio come una continua eclissi lunare…

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Non andatelo a vedere in coppia! / 16 Febbraio 2016 in Perfetti sconosciuti

Sette amici (tre coppie sposate e un solitario) si ritrovano per una cena e giocano a sbirciarsi a vicenda i messaggi e le chiamate sui loro cellulari, per testare la loro fiducia reciproca. Verranno fuori segreti e interessi personali che distruggeranno le loro famiglie.
Bravissimi gli attori, anche se i ruoli femminili difettano di ironia, riservata forse inconsciamente solo ai quattro maschioni del cinema italiano (Giallini, Leo, Mastandrea, Battiston).
La storia è divertente e cresce di intensità man mano che si scoprono tutte le carte in tavola. Il finale a sopresa ripaga di qualche ingenuità che si poteva notare all’inizio.

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