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Recensione su Panico al villaggio

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C’era un volta in un villaggio chiamato Villaggio… / 12 gennaio 2013 in Panico al villaggio

Panico al villaggio non è altro che la tipica storia, fantasiosa, priva di senso e assolutamente CAOTICA, creata dai bambini mentre giocano con la scatola di pupazzetti di plastica rovesciata sul tappeto.

La sceneggiatura sembra essere stata scritta da bimbi particolarmente fantasiosi, che creano e fanno interagire i personaggi secondo l’emozione del momento, dando un incipit alla storia che potrebbe riassumersi con “C’era una volta, in un villaggio chiamato Villaggio, un cavallo di nome Cavallo, che viveva con un cow-boy chiamato Cow-boy e un indiano di nome Indiano.”.

I dialoghi sono PRIVI DI OGNI LOGICA umana, così come le gag e le animazioni realizzate in stop motion con l’aiuto di più di mille giocattolini, non si basano su leggi fisiche o “cose normali”.

Ad esempio Cavallo (doppiato da Massimo Lopez) non trova alcuna difficoltà motoria a digitare sulla tastiera del computer, a guidare e può tranquillamente rispondere al telefono e costruire mura (sollevabili e rubabili da chiunque) con l’aiuto di un tubetto di colla.

Gli animali della fattoria vengono sparati come proiettili. Esistono mammut. Si può precipitare sino al centro della Terra. E OVVIAMENTE bestiame e persone convivono e interagiscono fra loro nella quotidianità. Ma questi sono solo alcuni esempi.

L’imprevedibilità, il colore, la voglia di uscire dai preconcetti e l’ASSURDO, regnano in questo cartone, che non è altro che un piacere per gli occhi e per la mente, che non deve trovare nelle sue immagini alcun filo conduttore. Alcuna morale. Alcun significato. Perché non ce ne sono.

Il cervello andrebbe essere lasciato andare libero, in balia delle immagini veloci, frenetiche, imprevedibili e pazzamente creative.
Tutto potrebbe succede.. e infatti TUTTO SUCCEDERA’.

I personaggio sono fantastici e completamente folli.
Anche quelli di contorno, come gli scienziati-pazzi bastardamente burloni, che se ne vanno in giro con un PINGU GIGANTESCO e METALLICO, sparando enormi palle di neve.

Un film assurdo di cui godere bonariamente della sua demenza, lasciandosi trasportare dal clima completamente non-sense.

Divertentissimo e originalissimo, non c’è che dire.
Eccezionalmente particolare, nella sua assurda genialità.

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