Panico al villaggio

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Panico al villaggio

I giocattoli di plastica Cowboy e Indiano intendono fare un regalo di compleanno a Cavallo, ma, nel tentativo di fargli una sorpresa, combineranno un guaio dopo l'altro, fino a distruggergli la casa. Da quel momento, i giocattoli coinvolti inizieranno una serie di surreali avventure che li porteranno dalla tundra ghiacciata alle profondità sottomarine.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Panique au village
Attori principali: Stéphane AubierJeanne BalibarNicolas BuysseFrançois De BrigodeVéronique DumontBruce Ellison, Christine Grulois, Frédéric Jannin, Bouli Lanners, Christelle Mahy, Eric Muller, François Neyken, Vincent Patar, Pipou, Franco Piscopo, Benoît Poelvoorde, David Ricci, Ben Tesseur, Alexandre von Sivers
Regia: Stéphane AubierVincent Patar
Sceneggiatura/Autore: Stéphane Aubier, Vincent Patar
Colonna sonora: Dionysos, French Cowboy
Produttore: Vincent Tavier, Philippe Kauffmann
Produzione: Belgio
Genere: Commedia, Azione, Fantasy, Famiglia, Animazione
Durata: 75 minuti

C’era un volta in un villaggio chiamato Villaggio… / 12 Gennaio 2013 in Panico al villaggio

Panico al villaggio non è altro che la tipica storia, fantasiosa, priva di senso e assolutamente CAOTICA, creata dai bambini mentre giocano con la scatola di pupazzetti di plastica rovesciata sul tappeto.

La sceneggiatura sembra essere stata scritta da bimbi particolarmente fantasiosi, che creano e fanno interagire i personaggi secondo l’emozione del momento, dando un incipit alla storia che potrebbe riassumersi con “C’era una volta, in un villaggio chiamato Villaggio, un cavallo di nome Cavallo, che viveva con un cow-boy chiamato Cow-boy e un indiano di nome Indiano.”.

I dialoghi sono PRIVI DI OGNI LOGICA umana, così come le gag e le animazioni realizzate in stop motion con l’aiuto di più di mille giocattolini, non si basano su leggi fisiche o “cose normali”.

Ad esempio Cavallo (doppiato da Massimo Lopez) non trova alcuna difficoltà motoria a digitare sulla tastiera del computer, a guidare e può tranquillamente rispondere al telefono e costruire mura (sollevabili e rubabili da chiunque) con l’aiuto di un tubetto di colla.

Gli animali della fattoria vengono sparati come proiettili. Esistono mammut. Si può precipitare sino al centro della Terra. E OVVIAMENTE bestiame e persone convivono e interagiscono fra loro nella quotidianità. Ma questi sono solo alcuni esempi.

L’imprevedibilità, il colore, la voglia di uscire dai preconcetti e l’ASSURDO, regnano in questo cartone, che non è altro che un piacere per gli occhi e per la mente, che non deve trovare nelle sue immagini alcun filo conduttore. Alcuna morale. Alcun significato. Perché non ce ne sono.

Il cervello andrebbe essere lasciato andare libero, in balia delle immagini veloci, frenetiche, imprevedibili e pazzamente creative.
Tutto potrebbe succede.. e infatti TUTTO SUCCEDERA’.

I personaggio sono fantastici e completamente folli.
Anche quelli di contorno, come gli scienziati-pazzi bastardamente burloni, che se ne vanno in giro con un PINGU GIGANTESCO e METALLICO, sparando enormi palle di neve.

Un film assurdo di cui godere bonariamente della sua demenza, lasciandosi trasportare dal clima completamente non-sense.

Divertentissimo e originalissimo, non c’è che dire.
Eccezionalmente particolare, nella sua assurda genialità.

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La mia scatola degli animaletti / 22 Dicembre 2012 in Panico al villaggio

Per i primi 10 minuti questo film ti invoglia a prendere lo schermo e a lanciarlo dalla finestra: ha l’aria del cartone animato scadente che le reti peggiori ti propinano la mattina alle 7.
Poi si comincia a capire dove realmente vuole andare a parare: DA NESSUNA PARTE. L’ideatore è matto, semplicemente, e popola questo film in stop motion di personaggi improbabili e tanti tanti tanti animaletti esattamente identici a quelli con cui giocatavate da piccoli. Assurdo.

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DA VEDERE!!! / 28 Dicembre 2011 in Panico al villaggio

Che carina questa animazione francese.
Non avevo idea di cosa fosse e mentre iniziava sono rimasto completamente a bocca aperta (compreso mio figlio di 5 anni quasi).
La storia poi è totoalmente folle.
Non dico altro, la sorpresa è fondamentale…

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